Illustre Presidente,

sono costretto a rivolgermi a Lei, come unico garante, nel nostro Paese, della legalità costituzionale e delle regole democratiche, anche quelle non scritte, forse per questo, persino più importanti; tra queste, sono convinto che la correttezza dell’informazione sia una regola fondamentale in ogni Paese che voglia appartenere al novero delle Democrazie Liberali.

Il PLI, soggetto politico attualmente di  modeste dimensioni e con un solo rappresentante in Parlamento – e ciò anche a causa dell’atmosfera antipolitica dell’ultimo ventennio basata su slogan pubblicitari e leaderismo mediatico – ha sin dall’inizio aderito con convinzione ed impegno all’iniziativa referendaria in corso per l’abrogazione della legge Calderoli e per la reviviscenza della legge Mattarella, designando tra i soggetti promotori un suo qualificato esponente.

L’informazione lottizzata ed esclusivamente di parte che domina il Paese ha del tutto escluso dalla comunicazione la stessa presenza del PLI, anche perché un soggetto autenticamente liberale genera fastidio nei tanti sedicenti liberali che da più di quindici anni infestano la politica italiana.

Nel caso del referendum, poi, ho la sensazione che il silenzio sia anche volto a provocare nell’opinione pubblica l’erronea convinzione che l’iniziativa referendaria sia sostenuta esclusivamente dai partiti della sinistra, e ciò al fine di indurre i cittadini di area moderata e centrista, pure idealmente favorevoli, a non aderire all’iniziativa.

Ciò che sconcerta ancora di più è che a tale scorretta prassi si è perfettamente adeguato il cosiddetto Servizio Pubblico, che in realtà è tale solo per il suo finanziamento attraverso il canone, mentre è privatissimo nel perseguire interessi politici di parte.

L’iniziativa referendaria, nel suo complesso, è stata boicottata, tanto da suggerire al Comitato Promotore l’opportunità di una pubblica manifestazione di protesta dinanzi alla sede della RAI, alla quale il PLI ha ovviamente partecipato; ne è derivato qualche modesto riscontro, tuttavia sempre inadeguato rispetto all’importanza del tema in discussione.

Il PLI ha poi continuato ad essere del tutto ignorato, e ciò nonostante la sua attiva partecipazione alla campagna referendaria, resa manifesta da tante pubbliche iniziative e dalla quotidiana presenza di numerosi tavoli e gazebo, allestiti per la raccolta delle firme nelle principali città italiane ed in molti centri minori.

Non soltanto fazioso, ma addirittura vergognoso è stato da ultimo il servizio del TG2 delle 20.30 di ieri sera, che ho ascoltato personalmente e che mi ha convinto della necessità di lanciare il presente appello non solo alla Suprema Autorità dello Stato ma anche – se me lo permette Signor Presidente – all’Uomo che oggi rappresenta, con la propria autorità morale, l’unica reale garanzia che il nostro amato Paese possa continuare a riscuotere nella comunità internazionale quella fiducia che è tanto più necessaria nell’attuale avversa congiuntura economica.

Consapevole che l’invio – che pure faccio per mero obbligo protocollare – di questa mia sdegnata ed accorata lettera al Presidente ed al Direttore Generale della RAI, risulterà assolutamente inutile, oso confidare in un Suo autorevole e fermo intervento che possa richiamare i responsabili dell’informazione alla realtà dei fatti.

Con rispettoso omaggio.

Stefano de Luca

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