Giorni e attimi decisivi per il Parti Socialiste, a venti giorni appena dalla prima tornata elettorale, che porterà, dopo il 16 ottobre, alla designazione del candidato socialista all’Eliseo. Intanto su France 2 va in onda il primo dibattito televisivo tra i sei candidati, teso e serrato, acceso e discordante, anche e soprattutto sull’idea che gli attuali sondaggi possano condizionare in maniera determinante le primarie e le presidenziali. Ce ne ha parlato su Libération Matthieu Écoiffier nel suo Le primarie inquinate dai sondaggi?

“Un corpo elettorale sconosciuto – le stime parlano di una partecipazione che oscilla tra i 600.000 e i 4 milioni di votanti – condizionato dal martellamento dei sondaggi e delle intenzioni di voto, che riproducono costantemente da quest’estate la medesima graduatoria con in testa François Hollande, seguito da un’ormai distante Martine Aubry e una Ségolène Royal che continua a sperare e a sognare di essere la sorpresa finale, e i tre  ‘piccoli’ candidati Arnaud Montebourg, Manuel Valls e il radicale Jean-Michel Baylet in coda al gruppo.

Se in quasi tutto l’ambiente socialista si respira già aria di vittoria contro Sarkozy in ottica presidenziali, stando a quanto detto dai sondaggi, i challengers delle primarie denunciano invece il loro effetto deleterio. «Condizionano la gente, vi è un reiterato ritornello che s’installa facilmente nelle menti e che può destabilizzare gli elettori», ha affermato Ségolène Royal venerdì scorso. «L’ordine d’arrivo che ci vogliono mostrare oggi non corrisponde alla realtà, lo so e lo sento»”.

Credibili o meno, i sondaggi inquietano, eccome, i candidati socialisti, compreso il ‘favorito’ François Hollande. «Non mi lamento del fatto che i sondaggi mi collochino al primo o al secondo posto della graduatoria, ma senza dubbio posso affermare a gran voce la loro precarietà, la loro vulnerabilità e la loro reversibilità. La gente vorrebbe scegliere colui che saprà battere Nicolas Sarkozy per la corsa all’Eliseo e colui che sarà capace di evitare il recupero di Marine Le Pen». Tuttavia difficilmente i sondaggi falseranno le Primarie socialiste, e quel ‘colui’, salvo improvvisi cataclismi, sarà proprio Francois Hollande. 

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