Una sinistra isola-prigione, piena di dissidenti e criminali. Sinistra perché lì, il padrone, sembra essere il vento. Folate che portano con sé presenze indefinibili, come spettri. Un luogo che pare celare una paurosa e ignota realtà.

Si tratta giusto di un accenno della trama di un film che potrebbe essere opera di Michael Mann o Brian De Palma o Roman Polanski. Invece dietro la macchina da presa, a partire dallo scorso luglio alle porte di Roma – a Santa Maria di Galeria, quarantanovesima zona della Capitale – ci si è piazzato un certo Carlo Lucarelli, scrittore ancora giovane (classe 1960) ma tra i più conosciuti e apprezzati dai lettori italiani e non solo, sceneggiatore (è l’ideatore dell’ispettore Coliandro, del commissario De Luca e dell’ispettore Grazia Negri), giornalista e conduttore televisivo (famoso soprattutto per Blu Notte, con oscure storie tratte dalla cronaca italiana), cultore specializzato di vicende ‘gialle’, noir e di misteri irrisolti. Se non è darsi da fare questo…

E adesso anche cineasta, visto che si è messo in testa di trasporre in celluloide la storia tratta da un suo stesso romanzo edito nel 1999 da Bompiani, L’isola dell’angelo caduto, che sarà anche il titolo dell’opera filmica). Un libro col quale il narratore parmense “ha raggiunto la perfezione  – come dice la recensione del sito Italia Libri – sotto ogni punto di vista: stilistico, dei contenuti, del giallo, della rilevanza storica. (…) Qualcosa che prende il lettore con una specie di stonata bellezza, qualcosa che rapisce come una musica omogenea, ma allo stesso tempo suonata a più mani”. Il film, che all’inizio sembra incentrato su un’ordinaria inchiesta poliziesca, si trasforma man mano in un thriller carico di colpi di scena che doverebbero garantirne un alto livello di suspance.

L’ambientazione storica (1925) è rappresentata dall’ascesa di Mussolini, nei giorni in cui al regime fascista venne attribuito con certezza l’omicidio di Matteotti. Il commissario apolitico protagonista della sceneggiatura indaga, infatti, sulla morte di una camicia nera. Insomma, un’idea che potrebbe rivelarsi vincente.

La pellicola è realizzata con abbondante utilizzo del computer. “Grazie agli effetti visivi creeremo dal nulla questo luogo sperduto nel Mediterraneo, dalle atmosfere visionarie tra horror e gotico che aleggiano nel thriller”, spiega Lucarelli. Il film, che è prodotto dalla Kaos Cinematografica, vede la partecipazione di volti noti e meno noti degli schermi italiani, vale a dire: Giampaolo Morelli, Gaetano Bruno, Rolando Ravello, Giuseppe Cederna, Lorenzo Perpignani, Sara Sartini, Adolfo Margiotta, Veronica Gentili, Irma Carolina di Monte, Daniele Monterosi, Stefano Gragnani, Francesco Rossini e Laura Glavan.

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