Quando c’è da criticare l’Italia, deridere il Governo e i suoi rappresentanti o parlare delle vicende di Berlusconi, la stampa estera scrive un fiume di parole, senza limitarsi in alcun modo. Questa settimana purtroppo il set della soap-opera più amata dagli oppositori del nostro Primo ministro era chiuso e i nostri parlamentari non hanno dato particolarmente nell’occhio. I quotidiani esteri hanno dovuto quindi “accontentarsi” e concentrarsi sull’ “affaire” Italia-Francia, relativa all’immigrazione e alle sue ripercussioni sull’ unità dell’UE, ne hanno parlato il ‘Guardian’, ‘Le Monde’, il ‘Washington Post’ e il ‘New York Times’. Si è appena accennato alla sentenza Parmalat e al cambio di rotta del governo nei confronti del nucleare, come ha fatto il ‘Washington Post. Per una volta che il nostro Paese è stato protagonista di un momento di grande importanza politico-diplomatica, come la visita di Abdul-Jalil, Presidente del Comitato Nazionale Transitorio di Tripoli, i giornali esteri ne hanno parlato quasi “sottovoce”, come ‘Le Figaro’ e il ‘Washington Post’ che non hanno affatto sottolineato quanto potesse essere importante per il nostro paese e i rapporti futuri con la Libia, il fatto che il Presidente avesse scelto di visitare l’Italia per prima. Questo è un segnale che, ancora una volta, ci fa riflettere su quanto la nostra credibilità sia scesa ai minimi storici.

 

Associeted Press per il ‘Guardian’, “Italy protests as France blocks train carrying migrants from Tunisia”, 17 Aprile 2011

“… Domenica, un treno che trasportava immigrati tunisini dall’Italia alla Francia, è stato fermato alla frontiera francese, portando al culmine la disputa internazionale che verte sul libero transito dei migranti che cercano rifugio in Europa… Il Ministro degli esteri Frattini ha chiesto al nostro rappresentante a Parigi di ‘esprimere la forte contrarietà del governo italiano’… gli stati europei stanno discutendo vivacemente sulla questione… Francia e Italia hanno stipulato nei giorni scorsi un accordo sul pattugliamento aria-mare per bloccare l’arrivo di nuove imbarcazioni… Non è chiaro però quando questi pattugliamenti congiunti avranno inizio.”

 

F. Liberti direttore dell’Institut Relations Internationales et Strategiques, “L’Italie, les immigrés et l’Union Européenne”, ‘Le Monde’, 18 Aprile 2011

“…Cos’è successo di così grave perché uno dei ministri di un paese fondatore dell’Unione, storicamente pro-europeo come l’Italia evochi la possibilità di lasciare l’Unione?… Di fronte alla richiesta dei migranti di ottenere lo statuto di rifugiato politico, e per evitare rivolte nei centri d’accoglienza, il governo Berlusconi ha scelto di rilasciere dei permessi di soggiorno temporanei di tre mesi, nella speranza, abbastanza mal celata, che i cittadini tunisini decidessero di approfittare di questa occasione per raggiungere altri paesi, soprattutto la Francia. Questa decisione si spiega per la presenza al governo della Lega Nord, partito che ha fatto della lotta all’immigrazione clandestina il suo slogan elettorale, ma anche per l’impossibilità di contenere il flusso migratorio… In molti punti l’Italia paga le sue lacune in politica comunitaria. Il Trattato d’amicizia italo-libico firmato nel 2008 aveva permesso di controllare i flussi di migranti, e di questo approfittavano indirettamente anche gli altri atati membri dell’UE… Tra il 2088 e il 2010, l’accordo italo-libico ha garantito alla penisola un certo controllo dei flussi migratori illegali. Pur sapendo quanto fosse esposta in caso di crisi, l’Italia non ha previsto una politica comune in campo di immigrazione. Berlusconi ha preferito affrontare il problema in modo elettorale, votando una legge, la ‘Bossi-Fini’, che, in modo demagogico, restringeva, sulla carta, di molto le condizioni di entrata dei clandestini sul suolo italiano, ma di fatto aveva avuto poco effetto e si è per questo dovuti ricorrere ad una regolarizzazione di massa…Berlusconi e il suo governo sembrano oggi molto isolati sulla scena europea, come se gli scandali che hanno macchiato l’immagine del Primo ministro avessero reso il suo governo infrequentabile a Bruxelles… Presa in ostaggio dai giochi di politica interna, l’Unione Europea avrà molte difficoltà a fornire una politica comune giusta ed equilibrata in materia di immigrazione. La sua paralisi in questo campo rischia di rafforzare i discorsi xenofobi e populisti.”

 

Assiciated Press per ‘The Washington Post’, ” Immigrants fleeing North Africa turmoil put strains on fundamental project of EU unity”, 18 Aprile 2011

“…Un’amara disputa sulla marea di migranti nordafricani sta allargando il divario tra alcuni dei più potenti stati europei, e minando il sogno di un’ Europa unita… La decisione inusuale dell’Italia di rilascire dei permessi di soggiorno temporanei ai tunisini sbarcati illegalmente, ha fatto infuriare la Germania e soprattutto la Francia, vecchia potenza coloniale dove la maggioranza dei tunisini vuole arrivare per ricongiungersi con parenti e amici… La disputa sull’immigrazione è motivo di scontro tra due leaders politici, tutti e due con forti credenziali anti-immigrazione, e tutti e due con problemi di credibilità nel loro paese. Silvio Berlusconi è sotto processo per alcuni presunti illeciti, tra i quali il favoreggiamento alla prostituzione… Sarkozy è sceso moltissimo nei sondaggi, sorpassato da Marie Le Pen, leader del Fronte Nazionale anti-immigrazione…”

 

S. Erlanger, ” On Journey, Young Tunisians Need Only a Final Destination”, ‘The New York Times”, 19 Aprile 2011

“… Alcuni di loro sono stati rimpallati tra Italia e Francia diverse volte, e la polizia monitora con attenzione le stazioni e i treni della Riviera, tra Nizza, Mentone e Ventimiglia, fermando i giovani uomini con tratti nordafricani. Questi giovani – non ci sono donne – sono una sorta di pallina da Ping- Pong in una soap-opera politica tutta franco-italiana: migranti economici che provengono da una Tunisia da poco libera e per questo un pò caotica, uomini che hanno affrontato i mari per cercare un’opportunità in un’ Unione Europea che non li vuole…”

 

Associated Press per ‘The Washington Post’, “Britain’s William Haugue says UK will send military advisers to Bengazhi to help Libya rebels”, 19 Aprile 2011

“… A Roma, il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha detto che gli alleati avrebbero anche preso in considerazione la possibilità di equipaggiare i ribelli libici con materiale tecnologico come radars e sitemi di intercettazione e blocco delle telecomunicazioni. Ha detto che la questione sarebbe stata discussa in una riunione del gruppo internazionale di contatto, prevista a Roma il mese prossimo… L’Italia rimane comunque contraria ad un intervento terrestre, ha detto Frattini al seguito dei colloqui avuti con Abdu-Jalil… Durante la sua visita in Italia, Abdul-Jalil ha posto l’accento sul fatto che l’opposizione non vuole che altre nazioni si occupino della sorte di Gheddafi…”

 

AFP per ‘Le Figaro’, “Libye: La France, partenaire privilegié”, 19 Aprile 2011

“… Il Presidente del CNT libico, Mustapha Abdel-Jalil, ha affermato oggi a Roma che le nuove autorià del suo paese avrebbero sviluppato un rapporto di cooperazione soprattutto con l’Italia, la Francia e il Qatar, che hanno già riconosciuto il movimento, e con altri amici come la Gran Bretagna e gli USA…”

 

M. Brunet, “Libye: Les rebelles réclament des troupes au sol”, 19 Aprile 2011

“… In due mesi il conflitto in Libia ha fatto 10000 morti e 55000 feriti, ha affermato martedì a Roma il Ministro degli esteri italiano Frattini, citando il Presidente del CNT, Abdul-Jelal, che aveva appena ricevuto. Frattini ha promesso al leader del CNT ‘di far curare nel nostro paese i feriti gravi’, il ministro ha anche detto che la formalizzazione della vendita di petrolio da parte dei ribelli, atto che gli permetterebbe di finanziare legalmente la lotta contro Gheddafi, sarà all’ordine del giorno nella riunione del gruppo di contatto, prevista per la prima settimana di Maggio a Roma… Abdul-Jelal ha anche detto che svilupperà i rapporti di cooperazione con l’Italia, la Francia e il Quatar, i soli paesi che hanno riconosciuto nel movimento il solo interlocutore legittimo in Libia. Ha anche affermato che rientreranno in questi accordi, ma in un secondo tempo, gli “amici” di Gran bretagna e USA… Nella sua prima visita all’estero il capo del CNT si incontrerà con Berlusconi e Napolitano. Mercoldei dovrebbe incontrare a Parigi Sarkozy.”

 

Associated Press per ‘The Washington Post’, “Court clears banks in 2003 Parmalat dairy empire collapse”, 18 Aprile 2011

“… Una corte di Milano ha assolto Martedi, quattro banche internazionali e sei managers, riguardo fatti illeciti collegati al fallimento della Parmalat nel 2003… Le banche, che ritenevano essere state defraudate dalla Parmalat, hanno sempre negato le imputazioni… dei 120000 investitori che hanno perso i loro risparmi in questo fallimento, solo 40000 si sono resi parte lesa nei processi…”

 

Associated Press per ‘The Washingron Post’, “Italy indefinitely shelves nuclear plans after Japan quake, opposition cries foul”, 19 Aprile 2011

“… Il Ministro per lo sviluppo economico Paolo Romani ha detto che le perdite all’impianto nucleare di Fukushima hanno cambiato tutto e l’Italia stava semplicemente seguendo i passi della Germania e altri paesi, cercando energie alternative dopo il disastro… Il governo a Novembre, aveva cominciato a muovere i passi per introdurre l’energia nucleare nel paese, nominando una commissione per studiare la materia. Il Premier Silvio Berlusconi voleva introdurre il nucleare per ridurre la dipendenza dell’Italia nei confronti dell’approvigionamento di fonti di energia da altri paesi…”

 

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