Le connessioni invisibili è il primo romanzo italiano scritto tutto su Facebook, a settanta mani (trentacinque persone se i conti tornano… ) in circa sette mesi, a cominciare dallo scorso settembre.

L’opera è composta di diciotto capitoli e narra delle avventure di uomo proveniente da un’altra galassia, con una missione: portare la luce sul nostro pianeta, salvandolo dalla distruzione.

Il metodo seguito per la realizzazione dell’opera è elementare ed intuitivo. Da quando è nata la community, i “face-scrittori” potevano accedere in modo classico alla pagina e proseguire il racconto. Al termine di ogni periodo o frase, la firma dell’autore. Una sorta di brainstorming letterario, una “tempesta di cervelli” combinati da un’unica vicenda.

Una miscellanea di generi e stili per dare vita a una storia che snodata tra il thriller, il poliziesco e il fantascientifico non vuole tralasciare nemmeno risvolti sentimentali che (anzi…) hanno lo scopo di attirare il maggior numero di lettori. Se si tiene conto poi che, secondo alcune rilevazioni, circa il sessanta per cento degli iscritti di FB – con una prevalenza della fascia d’età 25-32 anni (22%) – sarebbero donne, si scopre un dato che verrebbe in contro ad un pubblico di lettori sensibili alla vena romantica.

La trama è semplice e ben concatenata. Peccato per un refuso già alla seconda riga ed altri ancora che rischiano di dare l’idea di naturale dilettantismo. Anche lo stile risulta immaturo, col suo eccesso di aggettivi e descrizioni spesso ripetitive e ridondanti, quasi a voler compensare alcuni ammanchi di inventiva.

Ma tant’è, era la prima volta. Un progetto di Roberto Secci, libero professionista in comunicazione e relazioni con i media, che ha realizzato l’opera in collaborazione con Eleonora Galbiati, web marketing specialist. “BookFace è nato per gioco – ha spiegato Secci – ma se oggi, giocando a fare gli scrittori, siamo arrivati fin qui, non ce ne vogliano i critici più convinti se sogniamo la pubblicazione (in versione cartacea N.d.R.) della nostra opera letteraria”. E c’è già l’intenzione di bissare.

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2 COMMENTI

  1. Mi mantengo grandemente scettico sulla validità di questo tipo di iniziative a troppe paia di mani, ma se scrivi che la cosa è meno peggio di quel che si può pensare, devo comunque dare un verto peso alla tua competente opinione.

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