La battaglia contro il Porcellum non è finita. Una pioggia di firme in soli tre giorni si è abbattuta sul gazebo organizzato dal Partito Liberale Italiano a Piazza del Popolo a Roma fino alla fine di questa settimana (25 settembre). Una raccolta per garantire a livello nazionale l’abbondante superamento del minimo di 500mila sottoscrizioni affinché la Corte costituzionale, una volta decretata anche l’ammissibilità del quesito, possa dare il via libera al referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale – meglio conosciuta col poco edificante nomignolo di Porcellum – con il conseguente ritorno a quella precedente, soprannominata Mattarellum.

A mettere la firma sotto il tendaggio posto all’angolo con Via del Corso, oltre a tantissime persone, si sono recati politici di primo piano di diversi schieramenti e personaggi di spicco del mondo della cultura. Nei primi due giorni della settimana la sottoscrizione è stata effettuata dall’onorevole Della Vedova di Futuro e Libertà per l’Italia (Gianfranco Fini), dal Segretario nazionale del PLI, Stefano de Luca, al quale per lo stesso partito si sono susseguiti Enzo Palumbo, Presidente del Consiglio nazionale del PLI, Renata Jannuzzi e Roberto Amiconi, rispettivamente Presidente e Segretario di Roma e provincia. E per i prossimi giorni è previsto un intenso via vai di esponenti non solo liberali.

Presente, inoltre, anche l’onorevole Mario Barbi del Partito democratico e il giornalista Corrado Augias che per apporre la propria firma si è presentato allo stand in compagnia della moglie. Centinaia, ovviamente, ogni giorno le sottoscrizioni di cittadini di passaggio a Piazza del Popolo. Nella giornata di ieri, mercoledì 21 settembre, è stato spesso necessario organizzare delle file per dare ordine all’afflusso di romani ma anche di tantissime persone provenienti da tutte le parti d’Italia.

Qualcuno, dopo un iniziale tentennamento dovuto magari a un’incompleta informazione, è tornato sui suoi passi col documento d’identità già in mano per registrarsi presso i banchetti allestiti sotto il gazebo. E’ palpabile, per chi si sofferma anche poco tempo nei pressi delle postazioni di raccolta firme, la volontà dei cittadini di fornire un contributo a dare un volto nuovo al Paese. La gente, a volte indignata, a volte più serena ma combattiva, dopo aver firmato si attarda a scambiare pareri in certi casi anche contrastanti ma tutti indirizzati verso un unico obiettivo, l’urgenza di tornare in possesso di un ruolo attivo nella politica italiana, vale a dire riconquistare la libertà di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento.