La confusione è massima sotto il cielo, dunque la situazione è ottima. Ottima frase per i rivoluzionari cinesi dell’altro secolo, ma non per noi italiani che abbiamo una Costituzione nata dal Referendum del 2 giugno 1946 e votata da tutti i Partiti che combatterono per la Resistenza al nazifascismo e fra questi il Pli di Luigi Einaudi, Benedetto Croce, Manlio Brosio che prese le armi con gli altri membri della Resistenza e oppositori del nazifascismo, più Granatieri di Sardegna, Lancieri di Montebello, Carabinieri, semplici cittadini, donne e uomini, a Porta San Paolo e Piramide Cestia il 9 settembre 1943.

Purtroppo i leghisti non la sanno leggere (o non sanno leggere) e si dimenticano, soprattutto ministri che hanno giurato sulla Costituzione, che l’Italia è una, sola, indivisibile. Inoltre, così sproloquiando, offendono tutti coloro che nel tempo hanno giurato fedeltà alla Patria e alla Costituzione e soprattutto i caduti in Irak (Nassirja) e Afghanistan.

Per la serie di scemenze a ruota libera è stato detto anche dai leghisti che se coloro che combatterono nella prima guerra mondiale avessero saputo a quale Italia si andava incontro, avrebbero preso le armi insieme ai nostri nemici.

E poi, la Lega vuole il Referendum per la secessione, altra splendida corbelleria su un argomento che non esiste per le ragioni appena dette.

E allora che cos’è la politica se non quella di fare gli interessi del Paese. Senza invadere tanti campi, ma una precisazione è necessaria e lo dicono meglio di me i maggiorenti del Pli.

Per anni abbiamo lasciato crescere il debito pubblico in maniera abnorme ed ora i soci europei non vogliono che il sistema si perpetui all’infinito e che siano loro stati e i loro cittadini a pagare l’enorme carico di interessi passivi nostri e quindi hanno alzato la posta degli spread e ci picchiano addosso.

Oggi una politica degna di questo nome si occuperebbe da subito come tagliare le spese inutili, vendere i gioielli di famiglia, patrimonio pubblico, immobiliare e mobiliare, le fondazioni bancarie, le società comunali per scendere subito da un debito pari al 120% del Pil all’80% che comunque è sopra i parametri di Maastricht. Il risultato di questa ignavia è che la Borsa italiana è sempre in corsa per le peggiori posizioni in Europa, malgrado lotti per migliorarsi giorno per giorno e lo spread con i Bund tedeschi continua a salire e quindi appesantisce gli interessi del debito pubblico da pagare con richieste all’Europa che nicchia e alza appunto il costo.

Una volta sistemata questa politica economica possono riprendere tranquillamente le liti interne in questi partiti di nominati e non eletti, sempre che la raccolta di firme referendarie non prevalga e faccia rivivere il precedente sistema elettorale, che avrà i suoi difetti sì ma che sono incomparabilmente inferiori al sistema attuale, perché ripristina il voto al candidato della lista.

© Rivoluzione Liberale

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