[La consueta Rubrica che ospita personali “pensieri in libertà” di chi firma su temi e fatti d’attualità]

“Centodue anni e non sentirli. L’intelligenza, quella fina, rende immortali. Gli stolti e i superbi vuoto a perdere spesso muoiono presto, per fortuna. Rita invece, con la sua pacatezza, la sua semplice straordinarietà, ha compiuto 102 anni. È una delle poche donne di grande spessore nel nostro panorama. Per il resto una specie di deserto dei tartari. Donne aggressive portatrici sane di silicone riempiono la scena. Sempre sopra le righe, troppe tette troppe labbra, a far pareggiare i conti con la pochezza dei neuroni.  Penso a qualche deputato del nostro parlamento, che a furia di urlare cretinate, si è scucita qualche punto dagli zigomi. Oppure qualche donna di televisione che in un trionfo di coscia fa domande toccanti tipo: quando è stata l’ultima volta che tuo marito ti ha fatto le corna? In questo inarrestabile degrado della società, Rita rimane un faro nella nebbia.  Le giovani dovrebbero guardare a lei, leggere della sua vita invece di stirarsi i capelli e tentare di  partecipare al Grande Fratello ; imparerebbero che il lavoro serio e la ricerca costante di migliorare, sono due fattori che premiano. Che cercare di essere migliori non significa uccidere l’avversario ma superarlo in bravura. Che la gentilezza e i toni bassi volano alto, mentre le urla vanno riservate al mercato del pesce. Rita non si è mai sposata, questo a riprova che a volte i maschi sono un ostacolo. Immaginate lei alle prese con le sue ampolle, studiando chissà quale stupefacente reazione e il marito che la chiama per dire: cara, butta la pasta. Di sicuro la sua vita è stata così piena e in intelligente che  la presenza o meno di un rappresentante del genere maschile non ha fatto la differenza.  Ma  mettiamo a parte questo aspetto della sua vita privata: Rita è un esempio vero, una donna autentica, una scienziata di grande valore. In conclusione ragazze, meno tv, meno falsi miti e uomini q.b. (quanto basta).”

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