Il mondo continua a chiedersi quale inspiegabile propensione all’autolesionismo abbia portato un popolo, visto per secoli come espressione di civiltà, umanità e sapienza, a dare un tale posto di potere a un imprenditore dal passato caratterizzato da guai con la giustizia e dalle presunte sospette amicizie, quale Silvio Berlusconi.

I quotidiani e le agenzie di stampa estere, come Forbes, Walls Street Journal, Reuters, Businessweek, TrustLaw, Libération, National Geographic, Xinnhuanet, Le Monde, Le Figaro, Guardian, Washington Post, Focus (Bulgaria), Jeune Afrique  contrappongono continuamente notizie che mettono in luce le nostre eccellenze, come la moda (è stato dato amplissimo spazio alla settimana della moda di Milano), il design, l’architettura, la musica, il cinema, la ricerca scientifica e avvenimenti che mettono in risalto il caos, la vita politica confusa e inefficace, la corruzione come pratica quotidiana,  la criminalità organizzata sempre più spesso chiamata in causa nelle stanze del Palazzo, una moralità ormai diventata dissacrazione, l’onnipresenza di personaggi che lavorano danno l’impressione di lavorare per i loro interessi, senza occuparsi di quelli generali e un Sud in cronico stato di sottosviluppo.

Certo Berlusconi ha furbamente approfittato di un momento storico che aveva lasciato un vuoto politico considerevole con l’operazione ‘Mani Pulite’, ma il Cavaliere ha fallito, la rivoluzione liberale promessa non è mai avvenuta. I principali attori della nostra economia (fondazioni bancarie, associazioni, grandi gruppi industriali), le rappresentanze dei ceti produttivi (Confindustria e sindacati), ma anche la società civile sono rimasti in silenzio (o sono stati messi a tacere) troppo a lungo. Nessuno spiega chiaramente come stiano le cose. Si invocano le riforme, ma più per l’apparenza che per convinzione. Come si fa a parlare di crescita e sviluppo in un Paese dove il 50% della ricchezza prodotta viene ‘sequestrata’ dallo Stato? E’ arrivato il momento della trasparenza e della verità, un grande atto di coraggio che chiuda un’era. Colpevoli sono tanto la destra quanto la sinistra, ma non serve a niente recriminare, si deve guardare avanti, ricostruire il Paese economicamente e moralmente, coinvolgendo le forze migliori, lasciando spazio e voce a nuovi protagonisti. Il presidente della Banca europea, Jean-Claude Trichet e il suo successore designato, Mario Draghi sono stati chiari, l’Italia ha un ‘immenso potenziale’, ma l’unico modo per sprigionarlo è attuare le riforme.

Le persone oneste in questo Paese sono tante, le offese alla giustizia e al buon senso hanno portato la loro indignazione al limite, il suono del flauto magico sprigionato nell’etere dalle reti televisive non basta più ad incantare la gente.

Reuters per Le Figaro, Trichet exhorte l’Italie à liberaliser, 29 settembre 2011. “In una lettera pubblicata giovedì dal Corriere della Sera e datata agosto, si legge che il Presidente della BCE e il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi hanno esortato a riequilibrare il Bilancio entro il 2013 e a mettere in atto una strategia di riforme a 360°. Oltre ad anticipare il riequilibrio del bilancio di un anno, i due uomini auspicavano anche una liberalizzazione totale dei servizi pubblici locali, un riesame delle procedure di licenziamento e una maggiore efficacia dell’amministrazione, per ristabilire così la fiducia degli investitori. La lettera era indirizzata al Presidente del Consiglio (…)”.

M. Rose, Trichet’s letter to Rome, urged cuts, reforms, Reuters, 29 settembre 2011. “Oltre a chiedere l’anticipo della messa in atto di misure efficaci per ristabilire l’equilibrio del Bilancio, la lettera, che non era ancora mai stata resa pubblica, chiede che si liberalizzino tutti i servizi pubblici locali, un’accurata revisione delle norme che regolano le assunzioni e i licenziamenti e l’efficienza amministrativa (…)”.

N. Winfield, Berlusconi’s 75th leaves very little to celebrate, Associated Press, 29 settembre 2011. “Le cattive notizie e il disagio personale si ammassano sul miliardario uomo d’affari sedicente politico, che non può più contare sull’aiuto degli alleati per attraversare i tempi difficili. L’ultima faida interna è esplosa alla vigilia del suo compleanno, con i ministri che litigavano su chi sarebbe stato il prossimo governatore della Banca d’Italia. Se a questo evento aggiungiamo il richiamo di Papa Benedetto XVI sul  «rinnovamento etico» del Paese e le critiche espresse, durante la Conferenza episcopale nei confronti della classe politica e per la totale assenza di moralità al suo interno, sarà sicuramente un triste compleanno (…)”.

AFP, Italie: “Potentiel immense”, mais “réformes structurelles à mener, selon Jean-Claude Trichet, 28 settembre 2011. “Il Presidente della BCE incoraggia ogni azione diretta destinata a mettere in atto delle riforme strutturali, che permettano di stimolare maggiormente la crescita e di aumentarne il potenziale (…) “uno dei maggiori punti a favore dell’Italia è lo spirito imprenditoriale, è la capacità individuale e delle famiglie di creare le imprese, di assumersi dei rischi”, sottolinea AFP (…) Per Trichet, tra le misure che possono favorire la crescita, la priorità va posta sulla liberalizzazione delle professioni, il miglioramento della flessibilità nel mercato del lavoro, l’istruzione e la formazione, per permettere di catalizzare l’innovazione”.

Focus Information Agency, Italy needs structural reforms: ECB chief, 28 settembre 2011. “ Il Presidente della BCE Jean-Claude Trichet ha detto che l’economia italiana ha «immense» potenzialità, ma necessita di riforme strutturali che diano nuovo impulso alla crescita (…) Sull’Italia ha gravato per anni la crescita troppo debole e il debito troppo alto, il  timore tra gli investitori è che venga coinvolta in una spirale di debito paragonabile ai partner dell’eurozona già colpiti come Grecia, Irlanda e Portogallo”.

C. Vassarri, Italian Parliament Rejects No-Confidence Vote Against Minister, Businessweek, 28 settembre 2011. “Il Parlamento italiano ha respinto una mozione di sfiducia, chiesta dall’opposizione, nei confronti del Ministro dell’Agricoltura Saverio Romano, che è sotto inchiesta in Sicilia per presunta associazione mafiosa (…)”.

C. Hornby, Italy minister survives no-confidence vote, TrustLaw, 28 settembre 2011. “Il Ministro dell’Agricoltura italiano, Saverio Romano, che i procuratori accusano di associazione con la Mafia, ha superato la mozione di sfiducia votata alla Camera mercoledì pomeriggio. La mozione, chiesta dall’opposizione è stata respinta da 315 voti favorevoli contro 294 contrari dando prova che la maggioranza di Governo tiene ancora (…). Al momento della nomina di Romano come Ministro, il Presidente della Repubblica Napolitano aveva espresso delle perplessità proprio in virtù dell’inchiesta aperta nei suoi confronti (…)”.

E. Povoledo,  Quiet for Years, Italian Church Blasts Behaviour of the Nations Political Elite, New York Times, 28 settembre 2011. “Negli ultimi anni, la Chiesa Cattolica in Italia ha ampiamente guardato dall’altra parte quando sono emersi i primi rapporti che coinvolgevano gran parte dell’elite politica e soprattutto il Presidente del Consiglio, in scandali sessuali e casi di corruzione. Ma le ultime indiscrezioni sugli ‘spettacoli’ di giovani donne che si sono esibite in striptease travestite da monache, devono aver superato il limite. Questa settimana la Chiesa si è scatenata, facendo uno dei più forti rimproveri degli ultimi tempi alla classe politica italiana, deplorando un comportamento che non solo va contro il pubblico decoro ma che è intrinsecamente povero e sterile. Gli italiani guardano i loro leader con costernazione e l’immagine del Paese all’estero è stata pericolosamente indebolita (…)”.

AP per The Washington Post, Italian court says Berlusconi persuaded man to lie about bringing prostitutes to parties”, 27 settembre 2011. “Un uomo d’affari strettamente legato a Silvio Berlusconi, è stato rilasciato dopo che un Tribunale italiano ha decretato che Berlusconi lo aveva convinto a mentire ai magistrati, riguardo alla questione delle prostitute portate alle ‘selvagge’ feste organizzate nelle ville del Premier (…) Tarantini ha comunque ammesso di pagare le donne che venivano invitate alle feste per provare a entrare nelle grazie di Berlusconi e ottenere dei favori che lo aiutassero negli affari. Ha negato che il Premier fosse a conoscenza di questi fatti. In Italia, la prostituzione non è considerata un crimine, ma lo è l’istigazione alla prostituzione (…)”.

AFP per Le Monde,  Berlusconi aurait incité son fournisseur de starlettes à mentir à la justice, 27 settembre 2011. “La pressione aumenta sul Capo del Governo italiano, Silvio Berlusconi, che potrebbe essere citato in giudizio dal Tribunale di Bari per aver incitato l’imprenditore Gianpaolo Tarantini a mentire alla giustizia, nell’ambito dell’inchiesta sulle escort di Bari, reclutate dall’imprenditore pugliese per animare le sue serate (…) Se questi fatti risultassero veri, Berlusconi, già implicato in diversi casi giudiziari, potrebbe essere messo sotto inchiesta (…) Finora, il Cavaliere non era tra gli imputati di questo caso, che lo vedevano solo come testimone, perché ricorrere a delle prostitute, in Italia non è reato (…)”.

E. J. Lyman,  Berlusconi sinking deeper into trouble ahead of 75th birthday, Xinhuanet, 27 settembre 2011. “Il Primo ministro italiano Silvio Berlusconi compirà , giovedì prossimo, 75 anni, ma con la serie di problemi politici e legali che lo perseguitano, è abbastanza improbabile che sarà dell’umore adatto a festeggiare. Negli anni passati, il compleanno di Berlusconi era visto come una buona scusa per organizzare sontuose feste e celebrazioni. Ma finora non ci sono indizi riguardanti qualsiasi tipo di festeggiamento per il raggiungimento dei tre quarti di secolo dell’assediato Premier, visto che la sua attenzione è concentrata nel mantenere in piedi uno sclerotico Governo ed evitare altre azioni giudiziarie (…). La Conferenza episcopale, organo di grande rilievo del Vaticano, ha sferrato un pesante attacco alla classe politica italiana definendola «triste e vuota», un palese attacco a Berlusconi (…)”.

D. Dunglas, Berlusconi attaqé par l’Eglise catholique, Le Point, 27 settembre 2011. “La Chiesa italiana ha criticato severamente i comportamenti privati di Silvio Berlusconi. Senza citarlo apertamente, è una vera requisitoria contro le abitudini del Presidente del Consiglio quella sferrata dal Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza episcopale transalpina (…). Il Capo dei Vescovi italiani ha chiesto che «venga purificata l’aria», affinché le nuove generazioni non vengano avvelenate (…). Il Presidente della Conferenza episcopale non si limita a criticare la morale del Premier. Si rammarica per l’inerzia del Governo di fronte all’evasione fiscale (…)”.

R. Landucci, Italy’s Berlusconi, Tremonti bid to overcome strains, Reuters, 27 settembre 2011. “Il Primo ministro Silvio Berlusconi ha incontrato martedì il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nel tentativo di ricucire il loro rapporto teso, mentre il combattuto Governo di centro-destra prepara piani per rilanciare le infrastrutture e tagliare il traguardo (…)”.

G. Chazan, B. Faucon, Italian Energy Firm Eni Restarts Its Libyan Production, 27 settembre 2011. “L’italiana Eni SpA è diventata lunedì la seconda compagnia occidentale a riprendere la produzione petrolifera in Libia, rafforzando le speranze per un veloce recupero del settore energetico pesantemente toccato dalla guerra. In un’intervista, Scaroni ha detto che l’azienda si sente incoraggiata per non aver subito grossi danni alle sue strutture in Libia (…)”.

AP per Forbes, Italy’s Eni: production resumes in Libya, 26 settembre 2011, “Lunedì scorso, il gigante italiano dell’energia, Eni, ha dichiarato che la Libia aveva ripreso per la prima volta la sua produzione di petrolio da quando era scoppiata, lo scorso inverno, la guerra civile, perforando quindici pozzi e producendo 31mila e 900 barili di greggio al giorno. Il futuro economico della Libia potrebbe dipendere dal rendimento dei suoi proficui settori energetici quali gas e petrolio, la cui produzione si era arenata durante questo anno di ribellione contro Gheddafi (…)”.

A. Bakchine, Italie: Berlusconi, ou comment s’en debarasser, Le Monde, 26 settembre 2011. “Berlusconi rifiuta di lasciare il potere.  E per giusta causa: con tutte le beghe giudiziarie nelle quali è coinvolto, il Presidente del Consiglio italiano teme di ritrovarsi dietro le sbarre. I negoziati, in vista della sua partenza, sono cominciati (…) Mentre il ‘vecchio leone’ ammassa i sacchi di sabbia intorno a Palazzo Grazioli, la sua residenza romana, fuori aleggia un’aria di complotto. Dopo aver cercato un Bruto che gli desse il colpo di grazia, ora la sua famiglia politica tenta di trovargli una via d’uscita (…)”.

M. Mandarini, Italy invented politics beyond left and right ended up with dancing girls, The Guardian, 25 settembre 2011. “La retrocessione  di S&P è una prova di come i mercati abbiano degradato la vita umana, in Italia e nel mondo sviluppato (…). Cosa si può dire di una società che restituisce inesorabilmente il potere a chi ha perso le elezioni precedenti? Nessuno lascia il Parlamento una volta eletto (anche se accusato di legami con il crimine organizzato, anzi proprio in virtù di certe condanne). Ma anche chi non ha pendenze con la giustizia (vedi Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Francesco Rutelli) sembra assolutamente ignaro del fatto che un persistente, pubblico, mediatico fallimento è un chiaro segnale a che si ritiri e non ci riprovi più. Quindi è, quello italiano, un Parlamento di falliti, senza idee da condividere, se non i seggi parlamentari e l’immunità che forniscono (…)”.

P. Ridet, Berlusconi, un boulet pour son camp, Le Monde, 25 settembre 2011. “Chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi non è più un tabù per la destra italiana. A quasi 75 anni, il Presidente del Consiglio è diventato un problema per i suoi alleati, che temono di essere trascinati nella sua caduta, se le elezioni avvenissero nella primavera del 2013 (…) Il Presidente del Consiglio è alle prese con una doppia crisi di fiducia: quella degli italiani nei confronti del loro Governo e quella dei mercati e delle istituzioni europee nei confronti dell’Italia. La reputazione di Berlusconi mette in pericolo il suo Paese (…)”.

L. Zargani, Anna Wintour Lashes Out Against Berlusconi, WWD, 25 settembre 2011. “Ora il direttore di Vogue America ha rilasciato alcune dichiarazioni sul vivace mondo dei politici italiani. In un’intervista al quotidiano italiano La Repubblica, la Wintour critica pesantemente il Primo ministro italiano Silvio Berlusconi: “(…) sono disgustata. Non ho altre parole. Disgustata ed imbarazzata, come può l’Italia tollerare Berlusconi e la sua compagnia di ragazze? Da notare che l’intervista è apparsa nella sezione politica e non in quella dedicata alla moda. (…) Per la Wintour l’Italia sta attraversando una sorta di dittatura e le piacerebbe vedere le donne protestare nelle strade durante la settimana della moda (…)”.

Ghys, Il faut éviter le gaspillage, Libération 27 settembre 2011. “Mario Boselli, Presidente della Camera della Nazionale della Moda, ha dichiarato che nonostante la crisi, i media, le grandi marche e i compratori hanno risposto bene alla settimana della moda (Milano), ma la situazione rimane tesa e si deve evitare il calo del 15% del giro di affari come era avvenuto nel 2008. Gli stilisti hanno disegnato collezioni di punta, disponibili sul mercato. Bisogna evitare gli sprechi. La missione è ricordare al mondo che il made in Italy è sinonimo di qualità. Alla domanda su cosa facessero le autorità politiche in questo settore ha risposto che nessun aiuto arriva né dallo Stato, né da qualsiasi altro ministero, anche se, tempo fa, un Ministro dell’Industria aveva definito la moda petrolio «dell’Italia». Ma ha dimenticato che per tirare profitto dal petrolio, bisogna avere i mezzi per estrarlo e raffinarlo”.

Petroff, C. Barry, Milan Fashion Designers Invest Heavily in Gold, Forbes, 26 settembre 2011. “Gli stilisti milanesi hanno investito pesantemente nell’oro, malgrado il recente, inaspettato aumento del suo prezzo. (…) Forse non è una coincidenza che il periodo maggiormente evocato durante le sfilate fosse quello dei ruggenti anni ’20, visti attraverso lustrini e perline ricamati sui morbidi vestiti a vita bassa. La spensierata e divertente decade finì con il devastante crollo delle borse del 1929. La risposta della moda milanese alla crisi è sembrata essere questa: se dobbiamo andar giù, facciamolo in modo raffinato (…)”.

Kaku, Has a Speeding Neutrino Really Overturned Einstein?, The Wall Street Journal, 26 settembre 2011. “Einstein ha sbagliato? Impossibile! Questa è stata la reazione dei fisici in giro per il mondo quando, la scorsa settimana, hanno saputo che gli esperimenti svolti in Svizzera avevano messo in dubbio la teoria della relatività di Einstein. (…) I fisici hanno sparato un fascio di neutrini (esotico, particelle che assomigliano a fantasmi e che possono penetrare anche il più denso dei materiali) dalla Svizzera all’Italia, per 454 miglia. Il loro stupore, dopo aver analizzato 15mila neutrini, è stato scoprire che avevano viaggiato più veloci della luce. (…) L’annuncio del CERN – l’organizzazione europea per la ricerca sul nucleare (N.d.R.) – è elettrizzante. Alcuni scienziati hanno pensato subito al Nobel (…) altri si sono resi conto che le fondamenta della fisica moderna avrebbero dovuto essere ricontrollate (…)”.

Xinhuanet, Particles found travel faster than light, 26 settembre 2011. “Niente può eccitare di più un fisico se non violare la teoria della relatività di Einstein. Alcuni scienziati hanno rivelato martedì scorso che, durante un esperimento svolto tra i laboratori nazionali del Gran Sasso, Italia, e il CERN di Ginevra, Svizzera, hanno potuto calcolare che i neutrini, particelle subatomiche, viaggiavano più veloci della luce (…)”.

K. Than, Particles Moved Faster Than Speed of Light?, National Geographic, 23 settembre 2011. “Il team ha sparato dei neutrini fuori da un acceleratore di particelle vicino a Ginevra, in Svizzera, e hanno calcolato quanto ci mettevano ad arrivare a un rilevatore di neutrini situato sul Gran Sasso, Italia, a 724 chilometri di distanza (…)”.

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