La prima novità riguarda la conferma del raggiungimento delle firme necessarie (e il superamento ad oltre 1.200.000) per la richiesta di Referendum abrogativo dell’attuale Legge elettorale, il che metterebbe il Referendum al riparo da contestazioni. Il solo PLI ne ha raccolte oltre 60.000.

L’altro argomento riguarda la pubblica presa di coscienza da parte della Germania che senza l’Euro non si va da nessuna parte, anzi le crisi saranno peggiori e “inzufolate” dalle società di rating per far fare ai loro proprietari migliori affari a spese della comunità, sottoponendo i risparmiatori ad una serie di docce scozzesi basate sull’ignoranza e sulla paura. Un collaudato metodo per “comandare” il mercato finanziario mondiale senza troppi problemi. Nel frattempo una società di rating ha declassato, dopo alcune Banche europee, ben 11 enti locali italiani.

Il problema europeo legato alle decisioni del Parlamento tedesco alle prese con il progetto-proposta di avviare finalmente il Fondo salva Stati del valore di 3000 miliardi di Euro (decimo Stato a firmare) e di cui dovrebbero essere responsabili la troika “Parlamento europeo – Bce – Commissione europea”, si è risolto con un aumento a grande maggioranza da 123 a 211 miliardi. Ed entro il 14 ottobre dovrebbero firmare gli altri Stati europei, ma il programma è ambizioso perché richiede tempo e, come da richiesta tedesca, una modifica dei Trattati a cominciare da quello di Maastricht. Le premesse vengono dalla riunione del G20, con il Fondo monetario internazionale più il ministro dell’economia Usa Geithner, ma il problema rimane legato a tempi lunghi e di difficili previsioni e ci vuole uno sforzo mentale e culturale non affatto semplice. Il parlamento tedesco dovrebbe approvare entro la fine settimana il piano di salvataggio della Grecia. C’è però un ulteriore rinvio europeo alla riunione dell’Ecofin del 3 e 4 ottobre. E poi a metà ottobre altra riunione Ecofin. Nel frattempo, mercoledì 28 settembre un discorso appassionato del Presidente della Commissione europea al Parlamento europeo a sostegno delle misure da prendere e che ripeterà ai vari stati membri. Il voto del Parlamento è stato ampiamente favorevole alla six pacts, una serie di misure per la stabilità e per la governance europea. In più c’è una lettera “segreta” della Bce all’Italia sulle misure di liberalizzazione e risparmi pubblici. La riprova, se ce ne fosse bisogno, della mancanza di una visione politica europea e della necessità di una politica globale unitaria e non di tante prese di posizione.

D’altra parte è anche facile criticare, a posteriori, i motivi per cui non si sono prese per tempo le decisioni operative che ora diventano impellenti. Ma tutte le organizzazioni umane sono fallibili come gli umani singoli e quelli più pericolosi sono coloro che hanno la sindrome dell’onnipotenza se non quella dell’infallibilità. Trasformare un Galeone spagnolo dell’epoca di Trafalgar, in una fregata lanciamissili e dotata di tutti i ritrovati tecnologici ce ne vuole! Così come passare da Stati assistenziali a Stati regolatori.

Tornando ai fatti di casa nostra, a parte le insolenze padane per chi espone il Tricolore (offese che offendono tutto il Paese), l’Unione Europea ha già pronta la messa in mora per i rifiuti di Napoli e poi una bella multa salata  per le reti a strascico delle spadare.

Ciò che serve subito all’Italia è una migliore preparazione e cultura economica e finanziaria, spiegando con linguaggi semplici sia ai giovani, sia alle elettrici ed elettori, ma anche iscritti e simpatizzanti, come il Partito Liberale Italiano ritiene vadano risolti debito pubblico pregresso, nuovi debiti per pagare gli interessi dei prestiti europei e costo dei Bund ben al di sopra di quelli spagnoli.

E’ necessario diffondere in modo ampio il programma economico del  PLI per la soluzione dei problemi urgenti da affrontare, altrimenti la situazione del nostro Paese continuerà ad avvitarsi in modo che potrebbe diventare irreversibile. Se poi gli altri partiti ci volessero copiare, tanto meglio per il nostro Paese che è il vero destinatario della politica di risanamento. Come anche va diffusa la proposta del PLI sulla questione energetica nazionale e mondiale.

Ultima vera novità, il Tesoro ha diffuso il valore dei beni immobili dello Stato pari a 1800 miliardi di Euro e di cui circa 700 subito esitabili e il ricavato (si spera) utilizzabile per abbattere il debito pubblico. Tutte cose che non si fanno certo in una settimana, ma sono compiti dovuti e alla portata di un partito come il PLI con tradizioni storiche profonde, non solo come erede di Quintino Sella, Luigi Einaudi e Gaetano Martino.

© Rivoluzione Liberale

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