“Mi aspetta al suo paesello, nella piazza dove spicca una bella fontana medicea, tra gli Appennini  al confine tra Toscana e Liguria. Arrivo e lo vedo da lontano. È seduto su una sedia davanti  a una porta chiusa dalla quale pende sbilenco un cartello scolorito sul quale si intravede una falce e un martello. Si alza per venirmi incontro e mi accorgo che indossa il saio.

Che il Signore sia con lei, mi dice. Io mi volto indietro e valuto mentalmente la distanza tra me e la mia macchina e il tempo che mi occorrerebbe per arrivarci.

Me lo auguro. Come sta Min… (min… sta per ministro, non per altri sinonimi) come vuole che la chiami? Lui sorride, apre le braccia e con quella soave voce cosparsa di borotalco dice: mi chiami Santità. Vedo un lacrimone scendere lento tra quegli occhietti tristi. Poi, all’improvviso si rianima, cambia espressione, intona una canzoncina conosciuta che fa la rima con meno male che Silvio c’è e mi porta vicino alla fontana.

La prima volta che vidi Lui, eravamo qui.

Lui chi Min… Santità, Dio?

Sì, Dio in terra. Egli mi mise addosso la croce per espiare i peccati degli altri.

Ma, intervengo timidamente, di chi parla? Temo la risposta.

La bellezza della terra, la pioggia dal cielo, il rumore del mare, tutto riporta a lui, il giorno che mi disse: vieni con me, io dissi dimmi perché, lui rispose un motivo non c’è, io canterò solo per te.

Ministro Santità, Santo Ministro, o come cavolo vuole, ma che sta dicendo?

Era una poesia, risponde lui grave.

Mi scusi, non avevo capito. Mi sento pronta a scatenare una guerra santa, immagino un cavallo di fuoco e io sopra con una spada grondante sangue.

Ma insomma Santità Ministro, non prova rancore per esser stato messo da parte?

Lui s’inginocchia, si porta una mano al petto:

Fatti non fummo per viver come ministri. L’ho appena composta.

Lo guardo e ormai preda del diavolo, mi prometto mentalmente di  iscrivermi alla prima setta satanica che mi capita.

Ma insomma, non posso credere che non sia incazzato. Sia sincero.

Lui guarda me, la fontana, la piazza tutta. Mi accorgo solo allora che ha le mani ferite. Ha le stigmate. Apre le braccia e sembra una via di mezzo tra San Francesco e padre Pio.

Chi  è incazzato scagli la prima pietra.  Non ho potuto rifiutare l’invito.“

© Rivoluzione Liberale

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