Sono ben 100 le opere provenienti dallo Städel Museum di Francoforte, che dal 1 aprile allietano Palazzo delle Esposizioni, per un mostra che si protrarrà fino al 17 luglio. Quella presente a Roma è una delle collezioni più ricche e prestigiose di arte antica e moderna, che lo Städel ha prestato eccezionalmente per la prima volta ad un museo così distante da Francoforte. Distribuita in sette sezioni, ognuna delle quali accomuna le tele per stile e per periodo cronologico, l’ampia panoramica spazia dal Romanticismo al Realismo, dall’Impressionismo alle Avanguardie, toccando in primis il Classicismo Tedesco, con il celebre ritratto di Goethe in riposo sullo sfondo della campagna romana posto in ouverture della mostra, simbolo del Reise che tutti gli artisti dovevano intraprendere verso la capitale italiana, tappa imprescindibile per la loro formazione culturale. Si continua successivamente con la pittura di metà ‘800, tra il romantico Delacroix e il barbisonnierCorot, passando per i contrasti di luci e ombre dell’Impressionismo francese di Monet e Renoir, per poi approdare all’ideismo e all’emotività del Simbolismo di Böcklin, Moreau, Munch e Redon. La parte finale si sposta invece verso il ‘900 con le tensioni esasperate dell’Espressionismo tedesco dei gruppi Die Brücke e Der Blaue Reiter e con le tinte forti e crude della Neue Sachlichkeit di Dix, mescolandosi al Surrealismo di Ernst e al Cubismo di Picasso. Di tutto e di più quindi in questa totale immersione artistica nel colore e nella forma, nello spazio e nel suono di una serie di opere suggestive e significative che confermano la vocazione modernista del Palazzo delle Esposizioni, attraverso il confronto ravvicinato fra ciò che di importante accadeva in Europa a cavallo fra ‘800 e ‘900. Questa è infatti la direzione geografico-culturale verso cui si avvia l’esposizione: una direzione europea, ad ampio respiro, che unisce la visione franco-centrica della storia dell’arte tra fine ‘800 e inizio ‘900 ad una prospettiva mitteleuropea, facendo di Roma una delle città in cui il moderno e il contemporaneo possono legarsi sapientemente all’antico.

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