Inquadrare la scena politica russa esclusivamente dalla prospettiva dei grandi partiti ‘ufficiali’ e dei movimenti d’opinione più noti condurrebbe inevitabilmente all’impossibilità di comprenderne appieno funzionamento e dinamiche.

Proprio per questo motivo, la nostra analisi in vista delle elezioni presidenziali comincia dai gruppi giovanili. A differenza di quanto accade nel nostro Paese (dove ormai questi sono ridotti in posizione ancillare e strumentale agli interessi dei partiti maggiori), in Russia rappresentano insostituibili incubatori di idee e strumenti di ‘mobilitazione’. Il primo esempio è Naši (Nostri), movimento fondato ufficialmente nel marzo 2005 da Vasiliy Jakemenko nell’alveo di un ben preciso percorso voluto dal Presidente Putin. I legami fra il gruppo e l’establishment governativo sono ben testimoniati dal curriculum del fondatore, che era stato già leader del movimento filoputiniano Idušie Vmeste (Camminando Insieme), e che continua tutt’oggi a ricoprire l’incarico di responsabile dell’Agenzia federale per gli affari giovanili.

Putin ha saputo dimostrare una innegabile lungimiranza nell’identificare le priorità di una Russia uscita fortemente ridimensionata dal decennio di transizione 1990–2000. Secondo il suo punto di vista – che non fa altro che mutuare concezioni geopolitiche e rappresentazioni della società saldamente radicate nel tessuto politico russo – il recupero di influenza nella scena internazionale non poteva essere disgiunto dall’educazione e dalla valorizzazione dei segmenti giovanili della popolazione, nell’ottica di un necessario ricongiungimento con l’interesse nazionale e con la missione che la ‘terza Roma’ è stata storicamente chiamata a compiere. Gli anni successivi al crollo dell’URSS avevano al contrario mostrato un disancoraggio valoriale proprio dei più giovani, esposti alla ‘fascinazione’ occidentale e potenzialmente adatti a propagandare le ‘rivoluzioni colorate’ che avevano interessato diversi Paesi in orbita russa. Proprio per questo, Naši non ha esibito gretto nazionalismo, ma ha ricoperto diversi ruoli, fra cui quello di veicolo di promozione sociale, nonché palestra di leadership volta a forgiare la futura classe dirigente. Tutto chiaramente esposto sul suo sito internet.

“Fin dall’inizio, lo scopo principale del movimento Naši è stato la lotta contro l’unione innaturale degli oligarchi e dei liberali che vogliono rinunciare alla sovranità e all’indipendenza della Russia”. Questa lotta si esplica “tramite l’opposizione alle ‘rivoluzioni arancioni’ avvenute in Georgia e Ucraina, dando impulso alla trasformazione della Russia nel leader globale del XXI secolo”, e favorendo “l’avvento al potere di una nuova generazione di manager, dal momento che coloro i quali sono stati alla guida del Paese dagli anni ’80 in poi hanno” progressivamente perso la fede nella Russia e nelle sue prospettive.

Dalla sua fondazione, il movimento è cresciuto costantemente. Molto è dovuto ai cospicui donativa del Cremlino. Secondo il quotidiano Vedomosti, nel periodo 2007-2010 il movimento ha ricevuto sovvenzioni pubbliche per oltre 460 milioni di rubli. I membri hanno superato il mezzo milione, incluse frange estreme di varie provenienze politiche. Tra queste figurano elementi dei fuorilegge Dviženie Protiv Nelegal’noj Immigracii (Movimento Contro l’Immigrazione Clandestina) e Slavjanskij Sojuz (Unione Slava), di tendenze apertamente razziste e xenofobe.

Sotto il profilo operativo Naši è strutturato in diversi progetti indipendenti, ciascuno dei quali guidato da un Commissario e dotato di autonomi capitoli di spesa. I programmi non sono statici: a seguito del venir meno della minaccia ‘rivoluzione arancione’, alcuni fra questi sono stati chiusi (come il movimento giovanile ”Orsacchiotto’). Il manifesto di Naši 2.0 è basato sulle seguenti iniziative: La nostra vittoria (creazione di un archivio video dei veterani della II Guerra Mondiale); Ecologia, Controllo degli acquisti (identificazione di prodotti avariati posti in vendita); Stop alla maleducazione; Stop al gioco d’azzardo; Stop ai bordelli; Farmacie senza droga (lotta contro la vendita dei narcotici).

Il movimento organizza annualmente anche un campo estivo al lago di Seliger, nell’Oblast’ di Tver. Questi forum hanno visto la regolare presenza di Putin, e rappresentano un importante momento aggregativo e di socializzazione fra i giovani dell’organizzazione. Ovviamente, la valenza del campo va molto al di là dell’aspetto ludico. A ‘Seliger 2009’ sono stati siglati centinaia di accordi di investimento per decine di milioni di rubli.

Dopo il ciclo elettorale del 2007-2008, i ‘Nostri’ hanno ridotto l’attività, restando comunque uno strumento utilissimo nelle mani del Cremlino. Naši – dimostrando ancora una volta la ritrovata vitalità della Russia in politica estera – ha avuto un ruolo di primo piano negli incidenti seguiti alla decisione del governo estone nel maggio 2007 di rimuovere il Bronzovyj Soldat (Soldato di Bronzo, memoriale dei Caduti sovietici della II Guerra Mondiale) dalla sua tradizionale collocazione al centro di Tallinn. Nel 2008, una delegazione di Naši ha visitato Belgrado, stringendo accordi di collaborazione con i gruppi giovanili Dveri (Porte) e Srpski Narodni Pokret 1389 (Movimento Nazionale Serbo 1389), organizzando anche in questo caso manifestazioni e proteste congiunte a livello transnazionale.

Le organizzazioni giovanili russe, come avremo ancora modo di osservare, si impongono alla nostra attenzione sia per l’oggettivo peso politico e programmatico che le caratterizza, sia come elemento esplicativo delle nuove fratture geopolitiche emergenti a livello globale, in cui l’ortodossia e la fratellanza etnica giocano un ruolo di primo piano.

© Rivoluzione Liberale

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