Si è chiusa mercoledì 5 ottobre 2011 a Manchester la Convention dei Conservatori inglesi con il discorso del Primo Ministro David Cameron; il governo di parte conservatore (ricordiamo che i Tory sono in coalizione con i LibDem) era al gran completo: c’era il ministro degli interni Theresa May, quello degli esteri William Hague, il ministro delle finanze George Osborne, ovviamente in prima fila, ed era presente anche il sindaco di Londra Boris Johnson.

Tema centrale ovviamente l’economia al grido di Leadership for a better Britain, questo il motto della tre giorni. La Convention arriva in un momento molto delicato per i Tory e per il governo, poiché a un anno e mezzo dall’entrata al numero dieci di Downing Street, David Cameron deve ora dimostrare che la politica dei tagli era un passo indispensabile da compiere per proseguire oltre la crisi. Il cancelliere dello scacchiere George Osborne ha difatti ammesso che le scelte riguardanti i tagli, piano di austerità di 110 miliardi di sterline e innalzamento delle tasse fino al 2015, sono state difficilissime da prendere, ma necessarie.

In quanto al biondo ed eccentrico sindaco di Londra, più volte ‘ministro ombra’ nei 13 anni targati Labour, Boris Johnson, egli ha toccato il tema delle rivolte di questa estate, annunciando in futuro una politica di ‘tolleranza zero’. Sarebbe passibile d’arresto addirittura chi insulta un poliziotto. Il discorso di Johnson si è poi concluso con una promessa/proposta al Primo Ministro ex compagno di Università (Oxford): “Aiuti nelle infrastrutture e nei trasporti londinesi e la Capitale sarà la locomotiva per la crescita di tutto il Paese”. Annuncio che ha il sapore di campagna elettorale. Fra circa un anno i londinesi saranno infatti chiamati alle urne.

Chi la ‘tolleranza zero’ l’ha invece dimostrata durante il suo intervento è stato il ministro degli Interni. “La legge sui diritti umani inglese, va abolita” sostiene Theresa May, perché i criminali sono riusciti a manipolarla per evitare l’espulsione. Alcune sentenze infatti hanno impedito l’allontanamento di criminali e immigrati irregolari ‘soltanto’ perché avevano in Inghilterra chi la fidanzata, chi la figlia chi addirittura un gatto in casa da accudire. Sentenza, quella del gatto, che è stata spesso citata in passato (lo Human Right Act è del 1998) da chi si è voluto spendere per l’abolizione della legge sui diritti umani. L’intervento della May è stato successivamente criticato dal Ministro della Giustizia Kennet Clark, che ha sottolineato il valore Europeo e mondiale di tale atto legislativo.

Tornando all’economia il Primo Ministro, nel suo intervento, ha candidamente confessato l’erroneità della sua previsione di inizio legislatura; la crisi è ancora qui e il dibattito non si è ancora spostato dai tagli alla crescita. “Siamo di fronte a un difficile momento, le bollette salgono e la spesa settimanale è sempre più cara, al telegiornale sentiamo parlare solo di crisi e di posti di lavoro tagliati (…), ma dobbiamo dire la verità sulla situazione economica. Tutti capiscono che quando un’economia entra in recessione normalmente dopo un lasso di tempo le cose iniziano ad andare meglio, ricomincia la crescita e si ricomincia a lavorare, ma questa volta non è così. Le persone vogliono sapere perché la normalità è così lontana e la risposta è diretta e scomoda: perché siamo in una crisi del debito, causata da troppi prestiti da parte di banche, persone, imprese e soprattutto dai governi. In una tale situazione le cose normali che di solito i governi fanno, come per esempio chiedere prestiti per tagliare le tasse o aumentare la spesa, non funzionano perché porterebbero a ulteriore debito e ulteriore mancanza di fiducia. Quindi la soluzione è una soltanto: prendersi cura del proprio debito”.

I Governi devono tagliare le spese e iniziare a vivere dentro secondo le loro disponibilità, spiega Cameron, ed è necessario che anche dal basso i cittadini inizino a ripagare i propri debiti (carte di credito e così via) così da dare la possibilità alle banche di avere i propri conti in ordine e far ripartire la crescita. Se questa sarà la ricetta giusta per l’Inghilterra, solo il tempo lo potrà dire, ma sicuramente dall’esito di questo capitolo dipenderà gran parte della rielezione che Cameron sa di giocarsi in questo tempo di crisi.

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