Ancora tante notizie riprese dalla stampa estera sul nostro Belpaese questa ettimana. Notizie spesso ripetitive e critiche, che quasi ci scivolano addosso tanto le abbiamo lette e rilette. Ma per dovere di cronaca dobbiamo riproporvele, anche come promemoria e monito a continuare a fare e fare sempre di più per uscire da questo pantano.

Autorevoli quotidiani e agenzie di stampa hanno puntualmente riportato gli eventi che hanno toccato l’Italia. In molti hanno riportato notizie economiche, come il Wall Street Journal, Bloomberg, Businessweek, Financial Times, Figaro, Le Monde, Liberation, Reuters, les Echos, notizie che vanno dall’abbandono Confindustria annunciato da Marchionne al declassamento del debito italiano da parte di Moody’s come “promesso” un mese fa. Viene da chiedersi, ma allora c’è il rischio di default anche per noi? Per ora gli esperti non dicono di no, il rischio è “remoto”. Ma cosa vogliono dire veramente? Probabilmente nessuno lo sa, vista la situazione di incertezza totale sia a livello politico che a livello economico. Oggi l’unica certezzaè che gli investitori dubitano della credibilità del governo italiano, soprattutto di Silvio Berlusconi, invischiato in scandali che riguardano la sua vita privata. Non credono che riesca a trovare un consenso a breve termine e a mettere così in moto le riforme strutturali che permetterebbero al Paese di uscire da più di dieci anni di stagnazione economica.

Anche la ‘picconata’ al governo da parte del ministro Tremonti non è passata inosservata. Si sottolinea giustamente, che l’incapacità del Governo di apportare le riforme e le beghe del Cavaliere hanno esasperato gli italiani e per questo andrebbero indette, come in Spagna, elezioni anticipate. Il declassamento dell’Italia da parte di Standard & Poor’s e Moody’s forse non è un male perché ha permesso di accendere i riflettori sulla situazione del nostro Governo, del nostro Primo Ministro e del nostro Paese, che altrimenti si sarebbe fossilizzata ancora di più.

Ma non c’è solo l’economia a occupare la stampa estera. Si è parlato di processi, non solo quello di Perugia, sul quale da anni si scrivono fiumi di parole e del quale si è fatto un vero e proprio caso mediatico. Ma il New York Times ha affrontato nuovamente (se ne era già occupato qualche settimana fa) il processo sulle responsabilità dei sismologi coinvolti nel terremoto dell’Aquila, argomento poco discusso da noi, ma che all’estero viene molto sentito e permette di dare spunti alle polemiche sulla giustizia in Italia.

Tra le notizie troviamo anche quella del primo viaggio ufficiale in Libia del nostro Ministro degli Esteri, Franco Frattini. Notizia poco trattata dai quotidiani italiani, ma curiosamente citata più volte dai giornali pakistani e africani (oltre che da Forbes). Ovviamente oltre a riportare il “successo” diplomatico italiano, non si tralascia di parlare dei rapporti, più o meno recenti, del nostro Paese con la Libia. Ma è giusto così, la storia siamo noi, anche quando è scomoda.

Si è anche parlato del nostro Presidente della Repubblica, citato per la sua determinazione e per la sua lucida analisi politica. Dobbiamo partire da qui. E far sì che questo tipo di articoli, che elogiano le nostre personalità politiche (e non) aumentino. Per ora non possiamo che far tesoro delle sue parole e lavorare perché cambino le cose.

M.C Corbier, Moody’s abaisse la note souveraine de l’Italie, Les Echos, 5 ottobre 2011. “Ancora una brutta notizia per l’Italia. Una notizia attesa, secondo il Capo del Governo Silvio Berlusconi. L’agenzia di rating ha annunciato ieri che aveva tagliato il rating sul debito sovrano, portandolo da Aa2 ad A2 , giustificando questa decisione con il sostenuto aumento della suscettibilità dell’Italia agli choc finanziari. L’Italia paga le incertezze economiche e politiche (…)”.

Liberation, L’Italie dégringole, 5 ottobre 2011. “Due settimane dopo Standard & Poor’s e l’Agenzia Moody’s hanno pesantemente declassato, martedì sera, il debito dell’Italia, a causa dell’aumento della suscettibilità del nostro Paese agli choc finanziari e delle incertezze economiche e politiche. Mentre gli osservatori si aspettavano un declassamento di uno o due punti, Moody’s ha declassato il debito di tre livelli dando anche un outlook negativo che potrebbe portare ad un ulteriore declassamento (…)”.

N. Bullock, M. Mackenzie, G. Dinmore, Moody’s cuts Italy’s rating three notches, Financial Times, 4 ottobre 2011. “Moody’s ha declassato di tre livelli il debito dell’Italia, portando il rating sul debito sovrano da Aa2 ad A2. Il 20 settembre era stata Standard & Poor’s a tagliare il rating da A+ ad A. Questa mossa è stata la prima di Moody’s nei confronti del Paese dal 1993 (…) Il declassamento, sebbene atteso, riflette la mancanza di fiducia della capacità del Governo di centrodestra di Silvio Berlusconi di attuare le riforme che permetterebbero il rilancio della ormai stagnazione cronica dell’economia italiana (…)”.

F. Guarascio, Italy to balance budget even without growth, Reuters, 4 ottobre 2011. “Martedì scorso, il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, cercando di rassicurare gli agitati mercati finanziari, ha affermato che l’Italia avrebbe raggiunto il suo obiettivo di pareggio di Bilancio nel 2013, anche senza crescita economica (…) Ci si aspetta una crescita dello 0,6% per il prossimo anno rispetto all’1,3% previsto (…) I funzionari europei hanno chiesto all’Italia di rilanciare le potenzialità della sua economia liberalizzando i suoi complicati mercati del lavoro e dei servizi, ma al momento il Governo ha fallito in ogni tentativo di riforma significativa (…) Tremonti ha detto che lo spread tra bond spagnoli e tedeschi è minore che tra quelli italiani e tedeschi perché probabilmente la decisione di andare alle elezioni anticipatamente e quindi l’avere un nuovo governo, ha dato l’idea di una reale voglia di cambiamento. Tremonti, che è ai ferri corti con il Primo Ministro Berlusconi, ha precisato che il suo commento non era riferito all’Italia (…)”.

L. Totaro, Tremonti says Spain’s narrower bond spread may reflect election, Bloomberg, 4 ottobre 2011. “Il Ministro dell’Economia italiano Giulio Tremonti ha detto che il fatto che i bond spagnoli abbiano uno spread più stretto rispetto a quello dell’Italia nei confronti dei bond tedeschi può essere il riflesso della prospettiva di elezioni imminenti nel Paese perché elezioni vuol dire cambiamento e quindi apertura verso il futuro (…)”.

R. Milne, Italy must engage more with its creditors, Financial Times, 3 ottobre 2011. “Quando una crisi colpisce una grande compagnia, i suoi dirigenti si mettono velocemente in moto per presentare nuovi progetti a potenziali investitori. La crisi dell’eurozona ha dimostrato che funziona nello stesso modo con i Paesi. Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna sono state intraprendenti e hanno inviato non solo gli esperti finanziari, ma anche i loro politici in giro per il mondo a imporre i loro casi. Un nome manca in modo evidente «Dove sono gli Italiani?» mi ha chiesto un banchiere francese. E’ una domanda che si sono posti anche a Milano, Londra e New York (…)  La mancanza di un opportuno impegno nel confronto degli investitori aumenta le possibilità di Roma di seguire le stesse orme di Atene, giustificabile o no che sia”.

G. Zampano, Italy PM At Work On New Growth Boosting Economic Decree, Wall Street Journal, 3 ottobre 2011. “Il Primo Ministro italiano ha affermato lunedì che il suo governo, insieme a tutta la coalizione di centrodestra, è al lavoro per preparare un nuovo decreto incentrato nel combattere la crisi del debito sovrano e nel rilancio della crescita del Paese, così come nel riconquistare la fiducia del mondo degli affari e dei consumatori. Berlusconi non ha intenzione di lavorare sulla riforma elettorale perché quello che lo preoccupa maggiormente è far uscire il Paese dalla crisi (…) Confindustria, venerdì scorso aveva pressato Berlusconi indirizzandogli un manifesto dove si chiedeva al Governo un’immediata azione di stimolo della crescita riformando il sistema fiscale e pensionistico”.

AFP per Le Monde, En Italie, Fiat sort de la convention collective, 3 ottobre 2011. “E’ una svolta sociale quella annunciata da Fiat: il 1° gennaio 2012, lascerà la Confindustria, esonerandosi così da regole fissate dai contratti collettivi (…) La decisione della più grande impresa italiana, che ha al suo attivo 82mila salariati, gli permetterà di rinegoziare l’organizzazione del lavoro nelle fabbriche, con un aumento della rotazione delle notti e degli straordinari. La Fiom, che è sempre contraria agli accordi proposti dalla Fiat, vede in questa decisione un segnale di «disimpegno dal paese», anche se il gruppo ha confermato il suo investimento da un miliardo d’euro nella sua storica fabbrica di Mirafiori”.

G. Delacroix, Fiat claque la porte du patronat italien, Les Echos, 3 ottobre 2011. “Il costruttore italiano sostiene che il ruolo politico di Confindustria non «è di alcun interesse» e giudica che il dialogo a livello nazionale con i sindacati «ostacola lo sviluppo economico». Vuole organizzare a modo suo il lavoro nelle fabbriche. Sergio Marchionne ha eseguito quella che fino a ora era solo una minaccia. In una lettera resa pubblica lunedì, il direttore generale di Fiat e di Fiat Industrial ha annunciato che chiudeva la porta in faccia a Confindustria, provocando un grande choc nella penisola, dove i suoi salariati sono 82000 (…)”.

R. Sanderson, G. Dinmore, Fiat pulls out of Italian Employer’s body, Financial Times, 3 ottobre 2011. “Sergio Marchionne, direttore generale di Fiat e Fiat Industrial, ha rotto con la potente Confederazione dell’industria italiana, Confindustria, aumentando la prospettiva che la fabbrica di automobili e gruppo industriale possano ridurre ulteriormente le loro operazioni in Italia (…)”.

AP per Pakistan Observer, Frattini’s post-Gadhafi visit, 4 ottobre 2011. “Il Ministro degli Esteri italiano, nella sua prima visita in Libia dalla caduta di Gheddafi, ha detto che il suo Paese è pronto a sbloccare 2,5 miliardi di euro in beni libici congelati (…) Frattini è l’ultimo di una serie di dignitari stranieri ad andare in visita ufficiale in Libia dopo che le forze rivoluzionarie hanno liberato Tripoli e gran parte del Paese (…)”.

Africa Press Organization per Starafrica, Frattini, Italy remains historic partner – Italian Business community iterests safeguarded, 3 ottobre 2011. “Il Presidente libico dell’NTC Abdel Jalil e il Primo Ministro Mahmud Jabril hanno assicurato che l’Italia sarebbe rimasta un partner storico per la Libia così come uno partner economico privilegiato (…)”.

K. Gamel, Italian FM in first visit to post-Gadhafi Libya, Forbes, 30 settembre 2011. “Frattini ha sottolineato che il gigante energetico italiano Eni ha già firmato un accordo per riattivare gli impianti petroliferi e di gas naturale in gestione all’Italia e spera di vedere nuovamente il gas naturale – altro elemento di punta dell’economia libica – fluire verso l’Italia attraverso il Greenstream entro la fine di ottobre (…) Giovedì era stato in visita a Tripoli il Senatore americano McCain, dopo le visite di Francia, Inghilterra e Turchia (…)”.

S. Meichtry, Italian Court Overturns Knox Conviction, Wall Street Journal, 3 ottobre 2011. “Una Corte d’Appello italiana ha scagionato lunedì una studentessa americana, Amanda Knox, dall’accusa di aver ucciso la sua compagna di stanza, una svolta da cardiopalma per la richiesta della signorina Knox di riabilitare il suo nome e mettere fine al suo viaggio da incubo nel sistema giudiziario italiano (…)”.

H. Fountain, Trial Over Earthquake in Italy Puts Focus on Probability and Panic, New York Times, 3 ottobre 2011. “Il processo per omicidio colposo  indetto all’Aquila, nei confronti di sei sismologi e un dirigente del governo, accusati di non aver tempestivamente allertato la popolazione prima del tragico terremoto del 2009, ha offeso molti scienziati. In migliaia hanno firmato una petizione che accusa i pubblici ministeri di essere contrari alla scienza. Ma il processo ha anche focalizzato l’attenzione su di un annoso e complesso  problema che tocca moltissime regioni sismiche del mondo: come comunicare in modo efficace il rischio di un potenziale disastro? (…) I terremoti sono diversi dagli altri fenomeni naturali. I meteorologi possono monitorare un uragano con precisione, ma i sismologi non possono prevedere esattamente quando e dove potrebbe esserci un terremoto (…) Quello che la difesa sta cercando di fare è dimostrare che la diffusione di allerte potrebbe essere più pericolosa per le crisi di panico che scatenerebbe (…)”.

G. Zampano, Italian President Calls For New Electoral Law, Roils Separatist, Wall Steet Journal, 30 settembre 2011. “Il Presidente italiano Giorgio Napolitano venerdì ha chiesto ufficialmente che venisse varata una nuova legge elettorale aggiungendo commenti che hanno innervosito gli alleati di Silvio Berlusconi: «Dobbiamo ristabilire un legame diretto tra gli elettori e quelli che vengono eletti» (…) In Italia il Capo dello Stato ha il ruolo di garante delle istituzioni (…) il Presidente, in casi di grave crisi, ha il delicato ma determinante ruolo di sciogliere il Parlamento e indire le elezioni (…) Napolitano ha anche dichiarato che «la Padania non esiste», definendo la richiesta di secessione della Lega Nord grottesca (…)”.

© Rivoluzione Liberale

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