Giovani, spensierati, beati, raggianti. Romeo (Jérémie Elkaïm) et Juliette (Valérie Donzelli) sono una coppia dolce e indissolubile, che tra pomeriggi a Tuileries e preparativi per la nuova casa, ama e approfitta dei piaceri e delle grazie della vita. Assieme al loro figlio, Adam, con il quale sognano un futuro luminoso. Ma la luce irradiante lascia presto spazio a una dolorosa ombra destinata a cambiare le loro vite. Vengono infatti a sapere, dopo un controllo medicale, che Adam è affetto da una rara forma di tumore al cervello, la cui percentuale di guarigione è appena del 10%. Nemmeno questa notizia però riuscirà ad affossarli e a gettarli nella disperazione. Anzi. Segnerà l’inizio di una lunga guerra, di un lungo combattimento, tra interminabili attese e corse contro il tempo, contro la negatività, contro un male apparentemente insormontabile, uniti e innamorati più di prima, consapevoli dell’importanza e del valore assoluto della vita.

L’arte è la vita, la vita è l’arte, diceva e ci mostrava Jean Renoir nel suo capolavoro del 1953 “La carrozza d’oro”. Come in questo film, presentato quest’anno a Cannes durante la Semaine de la Critique, in cui la regista e protagonista Valérie Donzelli sceglie di mettere in scena la propria vita, raccontandoci, con una quasi autobiografica commedia drammatica, l’esperienza che più di tutte l’ha cambiata in profondità, quando ancora era compagna di Jérémie Elkaïm, con il quale ha avuto due figli, tra cui Adam. Un’esperienza triste, dolorosa, ma mai degenerata nella disperazione e nello smarrimento definitivo di sé stessi e delle speranze che l’amore della loro vita potesse farcela, che la Guerra potesse sconfitta. Una guerra che non è stata capace di logorarli, di consumarli, di lacerarli, di rovinarli ma che al contrario ha fatto sì che la loro unione ne uscisse ancora più rafforzata, consolidata, valorizzata e restasse per sempre inscindibile, anche in seguito alla separazione coniugale.

Infine, due nomi, Romeo e Juliette, che ingannano, perché non sarà un destino tragico quello di Jérémie e Valérie, due eroi del quotidiano dai quali rimaniamo emotivamente affascinati, protagonisti di un film che è un inno alla vita.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI