Tutto ha inizio con una riunione in un lussuoso albergo di Dubai dove l’attuale Ministro della Difesa britannico Liam Fox incontra un certo Harvey Boulter, amministratore delegato di un hedge found chiamato Portland. Il fatto pregresso è che il Ministero dell’Interno ha in corso una causa con una società americana chiamata 3M, per un progetto finito nel nulla, riguardo allo sviluppo di un prodotto tecnologico. C’è chi sostiene – alcuni testimoni – che in quella riunione il Ministro abbia parlato con il finanziere della causa in corso con la 3M, addirittura redarguendolo per una mail di minaccia mandata a nome del Ministero alla società americana.

Il Ministero, in seguito alle indiscrezioni uscite sui giornali, smentisce che i due abbiano parlato della causa, poi fa retromarcia e dice che la causa è stata discussa, ma i due non sono entrati nei dettagli. Insomma versioni contrastanti provenienti dalla medesima fonte. Ultimo personaggio, potremmo dire ‘chiave’, della vicenda è Adam Werritty, ex compagno di università, ex coinquilino e testimone al matrimonio di Fox. Egli entra a far parte della scena, poiché è lui a presentare al Ministro il finanziere. Il Guardian e l’Observer ricevono dal Ministero dell’Interno, adeguatamente interrogato sull’identità e il ruolo di Werritty, rassicurazioni sul fatto che Werritty, che ha incontrato il Ministro 16 volte in 18 mesi, non è un dipendente del Ministero e non ha mai preso parte a visite ufficiali poi specifica – il 17 agosto – che è un amico del Ministro.

Naturalmente la nota ufficiale del Ministero, che categoricamente esclude la possibilità che Werritty abbia preso parte a visite ufficiali, viene clamorosamente smentita da foto di lavitoliana memoria, che ritraggono Werritty a fianco del Ministro Fox che stringe la mano del primo ministro dello Sri Lanka. Il Guardian, inoltre, da buon giornale segugio, ha rintracciato biglietti da visita del Werritty che vedono al centro il simbolo del Ministero e sotto la scritta, stando alle note ufficiali dell’Interno inglese, millantatrice, Advisor to Rt Hon Dr. Liam Fox (consigliere dell’Onorevole Liam Fox). Non solo, ma ha anche scoperto che in seguito, Ursula Brennan, segretaria permanente del Ministero della Difesa, aveva riferito a Fox di intimare all’amico di smettere la consegna di quei biglietti da visita.

Veniamo ai fatti recenti. Domenica scorsa, il Ministro ha dichiarato in una nota pubblica che, dati gli interessi particolari di Werritty nell’ambito della Difesa (egli ha infatti due società di cui una di consulenza che hanno a che fare con la Difesa) avrebbe dovuto essere più cauto nel mischiare vita pubblica e vita privata. Nella nota pubblica ovviamente erano comprese anche le scuse al popolo inglese per il comportamento assunto negli ultimi mesi. Tuttavia, nonostante tutti gli elementi controversi che avvolgono i suoi rapporti sia lavorativi che personali con Werritty, il Ministro Fox ha dichiarato di non volersi dimettere e di continuare a portare avanti “l’incarico per il quale è pagato”.

Il Primo ministro Cameron, dapprima ha offerto il suo supporto incondizionato al collega di Governo, pur ammettendo che Fox ha commesso “gravi errori”. Successivamente, dopo il “question time” avvenuto mercoledì, dove il Primo ministro è sottoposto alle domande dirette dell’opposizione, Cameron ha sottolineato che farà i relativi accertamenti e pubblicherà la lista degli incontri del Ministro con relativa motivazione a fianco. Se il risultato dell’indagine sarà che Liam Fox ha infranto il codice ministeriale, allora poche saranno le speranze per lui.

“Alla fine spetta al Primo Ministro”, ha sottolineato Cameron, “decidere se un membro del governo si debba dimettere o meno. Chiedo solo alla gente di avere un po’ di pazienza affinché i fatti siano stabiliti con chiarezza”. Insomma ad ognuno il suo Lavitola, ma state certi che se i fatti saranno confermati il finale sarà diverso da quello italiano.

© Rivoluzione Liberale

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2 COMMENTI

  1. La differenza tra il caso Werritty e quello Lavitola è semplice: entrambi sono dei faccendieri, ma almeno per quanto riguarda lo scandalo britannico, che comunque è molto probabile si concluderà con le dimissioni del Ministro Liam Fox, c’è da dire che “al cuore non si comanda”. La vicenda italiana è molto più squallida e probabilmente resterà priva di conseguenze politiche.

  2. Se fosse servita ancora una prova concreta ed attuale della differenza tra la sensiblità democratica della Gran Bretagna e quelle italiana, in pochi giorni abbiamo avuto la risposta. Il ministro Liam Fox si è dignitosamente dimesso. Da noi la parola dimissioni sembra cancellata: non si dimette il Ministro Romano, nonostante la gravità delle accuse a suo carico, non si presenta ai giudici Lavitola, che rimane latitante. Quello che prosegue è il balletto delle competenze delle diverse Procure e la continua modifica del titolo del reato, con parti lese che diventano imputati e viceversa.
    In certi momenti vorrei essere cittadino britannico!

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