Parigi – Come da copione, domenica scorsa, il primo turno delle Primarie socialiste ha confermato la preferenza degli elettori per il deputato di Corrèze, François Hollande, in testa con il 39,17%, e per il sindaco di Lille, Martine Aubry, ancorata al 30,42%. Inoltre, ha segnato la definitiva uscita di scena di Ségolène Royal, accreditata fino a una settimana fa al 20%, bloccatasi invece a un esiguo 6,95%, a favore dell’astro nascente della gauche francese Arnaud Montebourg, che ha ottenuto il 17,19%. Tutti temi dibattutti nell’ultimo confronto televisivo di mercoledì sera su France 2 da i due finalisti Hollande e Aubry, accorti nel pungersi ma altrettanto misurati nel prevaricarsi. Ce ne ha parlato su Libération Paul Quinio nel suo Hollande e Aubry diretti ma corretti.

“I tre appuntamenti televisivi organizzati prima della tornata elettorale di domenica, destinata dopo il secondo turno ad essere decisiva per l’elezione del candidato socialista, non avevano messo troppo in luce gli screzi e i dissapori tra i candidati, tanto che, questo controllo dei nervi, aveva contribuito al successo del meccanismo delle Primarie. Per settimane, il PS, che aveva abituato i francesi al contrario, ha mostrato invece di essere a tutti gli effetti una formazione capace di di dibattere senza battersi, attitudine confermatasi sorprendentemente anche nell’ultimo dibattito televisivo su France 2, nel quale i due super-ego socialisti, malgrado le domande incalzanti e altamente provocatorie del conduttore-moderatore David Pujadas, si sono comportati in maniera equilibrata, lanciandosi solo qualche leggera frecciatina. «François? Con lui ho ormai da molti anni un veritiero rapporto d’amicizia». «Martine? L’apprezzo e l’ho sempre guardata con rispetto»”.

Tutti insieme appassionatamente i candidati socialisti, a tal punto da confermare in diretta televisiva che a partire da lunedì, dal primo all’ultimo, saranno alllineati alle volontà del candidato designato dalla seconda e determinante tornata elettorale. Sparite le accuse reciproche di far parte rispettivamente alla gauche molle, François Hollande, e alla gauche sectaire, Martine Aubry, i tre milioni di francesi collegatisi su France 2 hanno assistito per più di un’ora a un dibattito condito di auguri, strette di mano, convenevoli e clin d’œil, durante il quale, gli argomenti centrali del loro programma, dalla soluzione della crisi al debito pubblico, dall’occupazione giovanile alla riforma delle pensioni, sono stati trattati con lievissime divergenze e quasi nessuna contraddizione. Consapevoli al 99,9% che il candidato designato sarà proprio il deputato di Corrèze, viste anche le esternazioni in suo favore delle altre personalità socialiste. Per l’ufficialità, rendez-vous a lunedì sera!

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