In queste ultime settimane, dopo lo scriteriato Decreto Romani sulle Rinnovabili, si è acceso un forte dibattito che rischia di travisare e non fare capire i veri punti della questione, estremizzando il tutto aRinnovabili contro Nucleare.

Ma le cose non stanno così.

Nucleare rinnovabili possono benissimo convivere, a condizione di “attenzionare” adeguatamente le reti elettriche, viste le differenti modalità di generazione dell’energia.

Lo scenario energetico dei prossimi anni ( ed almeno sino al 2020) dovrà prevedere, a livello mondiale, un mix di produzione di energia, dove dovrà essere sempre più presente la produzione di energia verde, rispettosa dell’ambiente e del territorio, riducendo proporzionalmente l’utilizzo delle fonti fossili, per le ormai inderogabili necessità di sostenibilità ed eco-compatibilità, a maggior ragione per gli impegni assunti in ambito europeo.

In questo panorama, se lo si ritiene, il Nucleare potrà intervenire e dare il suo contributo alla produzione di energia.

Ovviamente, valutandone i costi ingenti e, scientificamente, i rischi connessi a questa tecnologia, senza trascurare il problema dello stoccaggio e dello smaltimento delle scorie.

In sintesi, il mondo – oggi – non può fare a meno delle Rinnovabili che sono la nuova frontiera, che utilizzano elementi naturali, abbondanti in natura e a costo zero, che non inquinano e che rappresentano un volano di sviluppo compatibile e di opportunità di lavoro (in Italia, nel solo fotovoltaico, 120.000 addetti), ma che certamente non potranno avere, nel prossimo futuro, anche alla luce delle criticità ancora presenti in queste tecnologie, un ruolo di totale alternativa.

Di fronte a questo panorama dovrebbe essere primario compito della Politica una adeguata programmazione, una seria e competente valutazione e, nell’interesse della Nazione, la capacità di scelte fondamentali e strategiche.

Al contrario, in Italia ci troviamo a non aver programmato nulla ed a prendere decisioni estemporanee, contro ogni logica di sviluppo e, per di più, compromettendo interessi variamente articolati che hanno rilevanza sociale ed economica.

Il Decreto Romani, che a breve sarà oggetto di un ulteriore ripensamento, appare affetto da miopia, quand’anche non nasconda interessi poco chiari e poco trasparenti.

E, cosa questa ancora più grave, quasi per creare un falso alibi, è stato presentato come un toccasana a favore dei costi delle bollette degli utenti, inducendo ad un’inesistente contrapposizione col Nucleare.

Ma così non è!

Le Energie Rinnovabili possono (e devono) svilupparsi anche in presenza di un programma Nucleare, che, in ogni caso, avrà bisogno di decenni per essere avviato, se mai ci si riuscirà, e per raggiungere una quota significativa nel mix energetico.

Salvatore Buccheri (Direzione Nazionale PLI)

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1 COMMENTO

  1. il nucleare continua a farmi paura. Io credo, però, che sia necessario agire sul fronte del risparmio, anziché incentivare i consumi. Continuando ad estrarre sostanze (siano esse petrolio o metalli per il nucleare) prima o poi rimarremo senza e cosa accadrà allora? A me pare invece, che, con 3000 km di coste, l’Italia possa benissimo scegliere le energie rinnovabili, almeno per tutte le strutture balneari e per alberghi e appartamenti utilizzati unicamente nei periodi di maggior luce e calore. Poi, se si incentivasse l’uso del telelavoro in tutte le realtà in cui non solamente è possibile, bensì anche auspicabile, allora forse cambierebbe qualcosa. O sbaglio?

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