Va senza dubbio considerato uno dei grandi maestri del Ventesimo secolo, autore – a partire dagli anni Dieci del Novecento – di una delle più radicali e anti-retoriche rivoluzioni nella cultura dell’immagine. Un artista benvoluto solo – e a torto – da coloro che sono capaci di far aprire le ali alla fantasia e hanno il desiderio di capire, comprendere quello che esiste oltre le immagini.

Parliamo di Piet Mondrian (Amersfoort, 7 marzo 1872 – New York, 1 febbraio 1944), del quale – fino al prossimo 29 gennaio 2012 – a Roma nel complesso del Vittoriano è ospitata una mostra intitolata Mondrian, l’armonia perfetta. Merito di questa rassegna è l’aver riportato nella Capitale alcune opere del pittore olandese, con una monografica che mancava da quasi sessant’anni, quando era conosciuto solo per le partecipazioni alle Biennali del 1948 e del 1952. Oggi, quindi, è possibile ammirare l’alternarsi di colori, linee orizzontali e linee verticali. Quindi una ricerca, lo studio dell’armonia perfetta, quella cui l’intera retrospettiva è dedicata. Quadri come firme, riconosciuti anche da coloro che sono meno ferrati in storia dell’arte.

Una panoramica dedicata all’ultimo periodo del pittore (sintesi estrema fatta solo di linea e pittura), l’espressione artistica definitiva, quella del Neoplasticismo (rettangoli e quadrati con colori primari) che discende da un Realismo di marca ancora sostanzialmente ottocentesca attraverso la quale Mondrian approdò poi al Simbolismo e al Luminismo post-impressionista, tipici di tante culture figurative a cavallo tra i due secoli. E ancora la testimonianaza della cifra espressiva che, dopo una breve parentesi cubista e un basilare soggiorno a Parigi, lo consacrò tra i giganti della storia dell’arte contemporanea.

Esposte a Roma, in tutto una decina di opere firmate dall’artista, alle quali sono affiancate (circa quaranta) quelle di tanti altri pittori – che hanno influenzato o sono stati influenzati dal Nostro – allo scopo di dar vita a un’antologica e mostrare prima e dopo la rivoluzione astrattista di Mondrian, anche le prove di molti altri artisti suoi contemporanei, alcuni conosciuti, altri relegati nel codice dell’arte olandese del tempo.

L’esposizione, realizzata da Comunicare Organizzando, gode dell’Alto patronato della Presidenza della Repubblica ed è stata promossa dal ministero per i Beni culturali in collaborazione con Regione Lazio, Comune e Provincia di Roma. Come detto la mostra sarà presente fino al 29 gennaio prossimo al Vittoriano, in via San Pietro in Carcere. Orari: lunedì-giovedì 9,30-19,30, venerdì e sabato 9,30-23,30, domenica 9,30-20,30. Ingresso: intero € 12, ridotto € 8,50.

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