“Risorgimento laico. Gli inganni clericali sull’Unità d’Italia” (Rubbettino Editore) è l’ultimo libro di Massimo Teodori, intellettuale, storico, laico e liberale, che esamina – con una documentazione ineccepibile dal punto di vista di tutte le fonti – il Risorgimento Laico partendo da Benedetto Croce che con limpidità descrive come prima del 1860 vi siano le storie dei regni di Napoli e Sicilia, del regno di Sardegna, dello Stato pontificio, del granducato di Toscana, dei possedimenti di casa d’Austria, ma “non c’è una storia d’Italia”.

Una ricostruzione minuziosa ben documentata dal punto di vista di quanti hanno scritto ed espresso opinioni, correlata da note puntuali e precise e da una serie di documenti, tanto nutrita quanto impeccabile, che coprono i 150 anni.

Un giudizio sulla grande onestà di Teodori merita il capitolo “Nathan e la Massoneria, laicismo e patriottismo” quando (dando conto del contributo enorme della Libera Muratoria all’Unità d’Italia) non esita a sottolineare – insieme alla gran mole di interventi in favore della democrazia, della laicità dello Stato, delle leggi civili e non sottoposte al potere temporale – sia gli inevitabili errori della Massoneria (un’organizzazione di uomini e nel Risorgimento patrioti non infallibile come pretende di essere la Chiesa), sia le motivazioni dell’ostilità preconcetta del potere temporale nei confronti della stessa Massoneria – come del nuovo Stato italiano – pur definita successivamente dal Cardinal Montini, prima italiano e antifascista e poi prete e papa Paolo VI, un evento provvidenziale.

Ma, all’inizio della formazione nazionale, il potere temporale si accanì con il Sillabo, con il non expedit, con lo scontro semantico tra laico sostantivo originale e laicista. Il Presidente Napolitano nel discorso a Camere riunite per i 150 anni dell’Unità – con lo spirito encomiabile del buon padre di famiglia – sottolineava come il ravvicinamento dello Stato e della Chiesa sia avvenuto non durante il Risorgimento ma dopo!

Lo spirito laico negli anni attuali non è andato disperso, quello di Cavour con libera Chiesa in libero Stato, quello di Mazzini e Garibaldi, e di tutti gli altri artefici dell’Unità nazionale, della sinistra e della destra liberale e del progressivo ampliamento delle libertà civili e dei diritti, che trovarono poi il loro consolidamento nell’attuale Costituzione repubblicana. Mentre, oggi i due grandi partiti della posticcia seconda Repubblica, post democristiani a destra e post comunisti a sinistra, si proclamano liberali a parole, mentre nei fatti hanno seguito una politica ipocritamente compromissoria a sinistra e spudoratamente clericale i berlusconiani.

In questo equilibrato lavoro di Massimo Teodori liberale, laico e italiano, sono racchiusi i 150 anni di storia patria e di una lotta per le libertà civili e per la libertà di tutte le fedi.

© Rivoluzione Liberale

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