La settimana attuale risente oltremodo della guerriglia urbana del sabato precedente per le vie di Roma con sfasci di negozi, furti nei supermercati,  incendi, distruzione di auto, moto e mezzi blindati e rivolta durissima contro le forze dell’ordine. Malgrado la presa di distanza da parte di tutti i politici, ci si dimentica fondamentalmente della violazione del principio costituzionale che sostiene come siano ammesse tutte le manifestazioni pubbliche pacifiche e senz’armi. Neanche quelle improprie, va aggiunto.

A Roma invece è successo di tutto e non è possibile malgrado la dissociazione di parte dei manifestanti e la consegna di alcuni delinquenti alle forze di polizia, che siano stati solo i Black bloc e centri sociali a fare quanto è successo senza una fondamentale connivenza e protezione esterne.

Una vera e propria organizzazione para-militare. Danni ingenti per milioni di Euro e perdita di credibilità nel mondo, con una serie di cancellazioni di prenotazioni alberghiere di turisti che non si fidano ad arrivare a Roma e sopportare disagi e insicurezza: altre perdite di entrate che vanno ad aggiungersi agli ingenti danni di questa “battaglia cittadina”. E non è che con leggi speciali emanate post guerriglia si ferma la barbarie, basta applicare le leggi che ci sono.

Vista con occhio disincantato, come non dare ragione a chi scrive che i rivoltosi si sono allenati (si fa per dire!) in Val di Susa con i no-Tav. Intanto, da liberali, un augurio di pronta guarigione al centinaio di Carabinieri, Poliziotti e Guardia di Finanza feriti mentre compivano il loro dovere di proteggere i manifestanti pacifici.

Altro fatto che interessa da vicino il Paese, la ricostituzione di un partito cattolico, propugnato a Todi dal cardinal Bagnasco come rimedio contro l’inefficienza del Governo: con un pizzico di cattiveria laica, non certo all’insaputa del papa tedesco.

La lotta politica dovrebbe concentrarsi sulla lotta senza quartiere al debito pubblico pregresso: certo le dichiarazioni “germaniche” prima negative, poi possibiliste sul fatto che il G20 di domenica 23 ottobre (a Borse chiuse)  risolverà poco o niente, non aiuta l’Europa a risollevarsi e l’Italia in special modo. Con il Fondo salva Stati che dovrebbe partire solo a novembre 2012, con le dichiarazioni del ministro dell’economia tedesco Schauble che non vi sarà aumento del fondo tedesco e le dichiarazioni negative della Troika Ue-Fmi-Bce, riguardo alla Grecia e con lo schiaffo di Moody’s alla Francia, le Borse europee ne risentono oltre modo, idem lo spread italiano a 402,9  punti con i Bund tedeschi e conseguente immediato aggravio per il nostro debito pubblico.

La realtà è che non si vede purtroppo una soluzione europea prossima, per cui dobbiamo veramente aiutarci da soli e non stare ad osservare i litigi all’interno delle varie forze politiche in vista delle clientele elettorali.

Una valutazione positiva e come sempre equilibrata dell’Istat, conferma che in ragione di anno fatturato ed ordinativi sono cresciuti ed, inoltre – fatto molto importante – a seguito delle riclassificazione in base alle regole europee il nostro Pil nel 2010 è del + 1,5%: buon segno, anche se ancora non sufficiente. Ma, di Piano per lo sviluppo, già rinviato per mancanza di fondi e Patto di stabilità se ne parla la settimana prossima.

C’è bisogno assoluto di lotta agli sprechi e privilegi, invece di tassazione patrimoniale soft con prelievo del 3% sui conti correnti (alla Amato 1992, per capirsi). Si applichi senza mezzi termini il programma del PLI con la lotta al debito pregresso, con lo smobilizzo dell’ingente patrimonio immobiliare inutilizzato e utilizzo dei ricavati per abbattere il debito, prima vera causa della debolezza europea dell’Italia. Come ha detto con  la solita schietta autorevolezza il Presiedente Napolitano in occasione della premiazione dei Cavalieri del lavoro.

La settimana si chiude con la fine drammatica del rais, ucciso a Sirte. Adesso l’auspicio della ricostruzione della nuova Libia ma i tempi saranno lunghi e gli interessi degli Stati europei  non aiutano soluzioni rapide.

Ultima notizia: il nuovo Governatore di Bankitalia è Ignazio Visco, tutta una carriera nella Banca e un periodo abbastanza importante come consulente dell’ufficio studi dell’Ocse. Con i tempi che corrono merita gli auguri di ottimo lavoro per il nostro Paese.

© Rivoluzione Liberale

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