Parigi – Terminata l’annosa fase delle primarie socialiste, che ha decretato la vittoria al secondo turno del normal François Hollande, a discapito della gauche sectaire di Martine Aubry, per l’UMP e per il Presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy è giunta l’ora di riorganizzarsi per lanciare il contrattacco, partendo dalla stroncatura delle proposte, a loro parere irrealizzabili, avanzate dal deputato di Corrèze. Restando tuttavia sull’attenti, per la defezione non ancora definitiva di Dominique de Villepin, rivale storico dell’attuale chef d’État. Ce ne hanno parlato su Le Figaro di giovedì Anne Rovan e Judith Waintraub nel loro “2012, un orizzonte meno ingombrante per Sarkozy”.

“Non c’è ancora la conferma definitiva dell’abbandono di Dominique de Villepin per la corsa all’Eliseo, ma le condizioni per una tregua con l’attuale capo dello Stato sembrano ormai essere state trovate in maniera soddisfacente. Di settimana in settimana, attraverso i suoi interventi pubblici, l’ex braccio destro di Jacques Chirac ha infatti addolcito le sue critiche – fino a un mese fa aspre e pungenti – nei confronti dei Nicolas Sarkozy. Certo, ha riaffermato martedì scorso che il suo «impegno» a partecipare alle presidenziali del 2012 sarebbe stato «totale», ma l’ora dell’acquietamento con il capo dello Stato è ormai giunta. L’imprecatore che fino all’anno scorso parlava di Sarkozy come «uno dei problemi della Francia», ha evocato agli inizi di ottobre i suoi contatti ‘repubblicani’ con il presidente, al quale ormai rende visita con una certa regolarità. Hervé Seveno, amico di Dominique de Villepin ed ex n° 3 della République solidaire, ha inoltre ammesso implicitamente che lo scenario attuale rende realmente possibile un suo avvicinamento all’UMP di Sarkozy”.

Difficile a dirsi, considerati gli anni di critiche e scontri che hanno visto protagonisti Nicolas Sarkozy e Dominique de Villepin, a partire dal 1995, quando il primo, durante le elezioni presidenziali, preferì porsi dalla parte di Édouard Balladur che da quella di Jacques Chirac, perdendo clamorosamente alla prima tornata elettorale. Per non parlare dell’affaire Clearstream 2 e del partito, rivelatosi in seguito un mezzo fallimento, creato dell’ex primo ministro Villepin il 19 giugno del 2010, République solidaire, come netta separazione da Sarkozy.

Insomma, sembra un po’ azzardato parlare di una riconciliazione possibile Sarkozy-Villepin, nonostante le maliziose e spesso provocatorie esternazioni dei loro fedelissimi, anche perché, dando un’occhiata ai sondaggi, l’attuale peso politico dell’ex leader di République solidaire è al minimo storico. Tuttavia c’è chi dice che, verso i primi di novembre, egli potrebbe lanciare un ultimo e definitivo appello ad Alain Juppé, al fine di tentare un riavvicinamento all’UMP. Intanto Sarkò, nuovamente papà, cerca di allargare il suo elettorato, chiamando a sé il capo del Nouveau Centre, Hervé Morin, per riconquistare un’opinione pubblica, che dopo gli ultimi affaires, gli ha voltato le spalle in favore del homme normal: François Hollande.

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