“Ho un amico nei servizi segreti. Così segreti che lui ogni volta che va in ufficio deve uccidere l’autista dell’autobus che lo porta fin lì.

Il mio amico è una cosiddetta gola profonda, della serie, dato che gli è proibito parlare, telefonare e scrivere, lui canta.

Mi ha raccontato sotto forma di stornello che, dopo mesi d’intercettazioni, hanno scoperto che Babà non era né un nome in codice né un parente del famoso Alì, ma un dolce napoletano che Resilvio voleva per cena.

Poi mi ha detto che hanno impiegato tre mesi a capire cosa dicesse Nichi al telefono. Per fortuna qualcuno che frequenta molto le sale cinematografiche, ha pensato di prendere un traduttore simultaneo di pugliese. Dice che lo aveva visto fare in un film. E così hanno copiato la vera ricetta delle orecchiette strascinate.

Si è divertito a raccontarmi tutte le deviazioni sessuali di gente ormai vicina ai cento anni. E’ uscita fuori una tresca tra una famosa scienziata e un famoso capo di stato, dopo che al telefono hanno sentito lei che diceva a lui: ho scoperto che ho dimenticato di dirti del gene mutante. Il maresciallo di Cosenza che era di turno ha scritto: ho scoperto che ho dimenticato di darti le mutande.

E poi, in penombra mi ha detto che anche la mia posta è intercettata. Ah ecco, ho risposto io. Allora vuol dire che sono qualcuno: poi ho pensato che alcune mie email potrebbero aver causato problemi fisici, data la durezza dell’argomento trattato. Mi son ritrovata a pensare che avranno avuto difficoltà a capire le mie parole in codice, spesso incomprensibili anche per me. Infatti le invento sempre di nuove. Avranno indagato su persone denominate in codice Ominoverde, Scassambrella, Uallerone, Testa di Guano e così via.

Quindi amici, attenzione a quello che scrivete: siamo tutti intercettati, perché mai non so, ma noi, si sa, a Pirandello facciamo un baffo.

E tanti saluti al maresciallo.”

© Rivoluzione Liberale

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