Parigi – Newyorkese di nascita, ma eterno ed instancabile viaggiatore, per lavoro e per vocazione, William Klein, alla pari di Cartier-Bresson, Doisneau e Ronis, si è distinto nel corso del ‘900 per il suo amore istintivo e passionale nei confronti delle città che ha voluto immortalare con la sua unica compagna di viaggio: l’inseparabile macchina fotografica. Scegliendo per la maggiore, durante le sue interminabili flânerie, obiettivi a focale lunga, per creare quello stretto legame per cui soggetto che cattura e oggetto catturato risultano un unicum nel bianco e nero finale, e per offrire a noi fruitori quel senso d’intimità e quell’atmosfera sospesa tra poesia e realtà, che costantemente ha colto da New York a Tokyo, da Parigi a Roma.

Ed è proprio la città eterna ad essere la protagonista dell’esposizione in corso alla Maison européenne de la photographie fino ai primi di gennaio, con sessanta scatti, tratti dall’ampio volume intitolato Roma + Klein, nei quali il fotografo newyorkese scandaglia le infinite diversità e sfaccettature della capitale, dai quartieri centrali di Corso Vittorio Emanuele, di Via del Corso, del Pantheon e di Piazzale Flaminio, dove al semaforo “il corso dei secoli si ferma per un attimo e il piccolo mondo di Roma si fossilizza per l’eternità”, fino ai quartieri piccolo-borghesi, quelli del Rossellini di Roma città aperta, e ai quartieri che tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60 erano ancora sottoproletari, quelli del Pasolini di Accattone e Mamma Roma.

Senza dimenticare la campagna di poco esterna al Grande Raccordo Anulare dove, alla maniera di Gassman e Trintignant a bordo della loro Lancia Aurelia B24 nel ‘risiano’ Il sorpasso, si fuggiva dalla morale centralista della democrazia-cristiana, con una Vespa o una Lambretta come mezzo di trasporto, soli, in coppia o con tutta la famiglia, per smaliziarsi e per lasciar liberamente esprimere l’amore en plein air.

Giunto a Roma non ancora trentenne, in seguito ad una chiamata di Fellini che lo voleva come assistente per il suo Le notti di Cabiria, vi restò alla fine per quasi tre anni. Felicemente per noi, che ancora oggi, a distanza di quasi cinquant’anni, possiamo ammirare la forza straordinaria di questi scatti in movimento. Perché, come disse Fellini a proposito, “Roma è un film, e William Klein l’ha realizzato”.

© Rivoluzione Liberale

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